Ferrari ha impiegato decenni a costruire la formula perfetta per vendere meno auto di quante potrebbe. Produce in difetto, lascia che l’esclusività lavori al posto suo. D’altronde, chi vuole una LaFerrari Aperta (per citarne una recente) deve quasi guadagnarsela. Ora qualcosa si muove attorno alla Luce, primo veicolo elettrico del Cavallino, e la storia si fa interessante.
Secondo Bloomberg, diversi collezionisti e investitori vicini alla clientela Ferrari sostengono di aver ricevuto segnali piuttosto espliciti: acquistare la Luce, con cifra di “ingresso” da 550.000 euro, potrebbe rafforzare la propria posizione nel rapporto con Maranello e, di conseguenza, migliorare le chance di accedere a modelli ben più ambiti in futuro.

La testata ha interpellato oltre una mezza dozzina di acquirenti, dall’Italia alla Cina, tutti contattati da Ferrari dopo il debutto della vettura. Ferrari ha risposto che l’assegnazione dei modelli più richiesti privilegia i clienti con rapporti consolidati nel tempo, negando al contempo di spingere gli acquirenti verso certi veicoli in funzione di future scalate in classifica.
Il meccanismo, in realtà, non è una novità assoluta. Rolex premia chi compra regolarmente con l’accesso a un Daytona in acciaio quasi introvabile. Ferrari, insomma, avrebbe preso un manuale già scritto e ci avrebbe aggiunto quattro ruote. In questo caso, però, la Luce sembra il trampolino.
Paul Welch, fondatore della piattaforma di lusso MillionPlus, ha sintetizzato il sentiment generale con una certa brutalità: “Sembra che la maggior parte delle persone detesti quest’auto e la trovi brutta”. Eppure qualcuno la compra lo stesso, scommettendo che serva da lasciapassare verso qualcosa di più desiderabile. Un investimento sull’amicizia con Maranello.

Il gioco potrebbe però rivelarsi perdente su entrambi i fronti. La Luce non ha entusiasmato, e i collezionisti che l’hanno acquistata in chiave strategica potrebbero restare con un’auto che non amano e senza l’accesso sperato. E se la Luce diventasse famosa non per le sue prestazioni, ma per aver deluso chi ci ha creduto? Anche questa sarebbe, a modo suo, una storia Ferrari.
