Una storia personale nata dentro lo stabilimento Ferrari di Maranello è diventata un caso di lavoro finito davanti al Tribunale di Modena. A essere coinvolto è un ex operaio del Cavallino Rampante, licenziato dall’azienda dopo quanto sarebbe accaduto con una collega con la quale, secondo la ricostruzione emersa, aveva avuto una relazione extraconiugale.
Tribunale di Modena respinge il ricorso di un ex operaio Ferrari licenziato dopo una relazione con una collega
Il rapporto tra i due, a un certo punto, si sarebbe interrotto. Da lì, secondo Ferrari, sarebbero iniziati comportamenti ritenuti non compatibili con l’ambiente di lavoro. L’uomo avrebbe continuato a cercare la collega con insistenza, anche attraverso numeri anonimi, telefonate e messaggi inviati sull’utenza aziendale. Una situazione che l’azienda ha valutato come abbastanza grave da giustificare il licenziamento.
L’ex dipendente ha però contestato la decisione e si è rivolto al giudice del lavoro. Nel ricorso chiedeva di tornare al suo posto in azienda e di ottenere un risarcimento di circa 200 mila euro. Nei giorni scorsi, il giudice Vincenzo Conte, del Tribunale di Modena, ha respinto le richieste principali dell’uomo, confermando di fatto la fine del rapporto con Ferrari.
Il tribunale ha quindi escluso il reintegro nello stabilimento e ha respinto anche la richiesta di maxi risarcimento. Allo stesso tempo, ha riconosciuto all’ex operaio un’indennità pari a 14 mensilità, chiudendo così una vicenda delicata, in cui aspetti privati e conseguenze professionali si sono intrecciati fino al punto di arrivare in aula.

Nella valutazione avrebbero pesato soprattutto i comportamenti successivi alla fine della relazione. Tra gli elementi considerati ci sarebbero anche messaggi dal tono offensivo e intimidatorio, ritenuti rilevanti per ricostruire il quadro complessivo e la scelta dell’azienda di intervenire.
Il caso riporta al centro un tema sempre più attuale: il confine tra vita privata e luogo di lavoro. Quando una vicenda personale finisce per incidere sull’ambiente professionale e sulla serenità dei colleghi, può diventare una questione disciplinare con effetti molto concreti.
