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Lancia Beta Coupé: un’auto storica accessibile e di carattere

La Lancia Beta Coupé è una classica accessibile e ricca di carattere, nata nel 1973 e prodotta fino al 1984 in oltre 10.000 esemplari. Firmata da Piero Castagnero, si distingueva per il design geometrico, gli interni sportivi e una gamma di motori vivaci, culminata nella versione Volumex da 136 cavalli.

Lancia Beta Coupé
La Volumex è la versione più energica della gamma.

La Lancia Beta Coupé è un’auto grintosa, che regala la possibilità di accedere al mondo delle classiche in modo distintivo e senza svenarsi. Qui con gli stessi soldi che servono per l’acquisto di una moderna e anonima utilitaria si entra in possesso di un mezzo della vecchia scuola, denso di carattere.

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A molti anni dal suo congedo, questa vettura continua ad aleggiare nei ricordi e nelle passioni degli automobilisti. Prodotta negli stabilimenti torinesi del marchio, prese forma in oltre 10.000 unità, fino al 1984. Il debutto sul mercato avvenne, invece, nel 1973.

L’inconfondibile linea della carrozzeria nacque dal genio creativo di Piero Castagnero, già celebre per aver scolpito le forme della leggendaria Fulvia Coupé. Pur in assenza di una carriera sportiva eclatante, come la sorella, la Lancia Beta Coupé seppe conquistare il cuore del pubblico grazie a un design dirompente e a una forte identità visiva. Molto geometrici i tratti del corpo.

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Il frontale, relativamente snello e aggressivo, dialoga con una coda massiccia e scolpita, definendo un profilo slanciato, tipico delle coupé, che inseguono forme a cuneo. Gli interni sono sportivi ma rifiniti con cura, regalando un buon livello di comfort a chi sta seduto davanti, mentre i passeggeri posteriori sono costretti a fare qualche rinuncia, per lo spazio ridotto a disposizione e per la natura affossata dei piani di seduta.

Sviluppata su un pianale totalmente indipendente rispetto alla versione berlina dello stesso modello, la Lancia Beta Coupé montava inizialmente due vivaci propulsori bialbero. Stiamo parlando del motore da 1.592 centimetri cubi da 109 cavalli e del motore da 1.756 centimetri cubi da 119 cavalli.

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Nel 1975 giunse la seconda generazione del modello. Il listino si arricchì con l’arrivo della versione da 2 litri, mentre sul fronte estetico fece la sua comparsa il nuovo gruppo ottico anteriore protetto da un unico elemento in vetro. Modifiche tecniche importanti ridussero la cilindrata del motore minore a 1.585 centimetri cubi (100 cavalli), mentre l’unità intermedia lasciò spazio a un motore da 1.995 centimetri cubi da 119 cavalli.

Risale al 1976 l’esordio della terza serie della Lancia Beta Coupé, accompagnato dall’ingresso in listino della versione 1300, mossa da un motore da 1.297 centimetri cubi, con 82 cavalli al servizio del pedale del gas. In questo nuovo step, la sportiva torinese era riconoscibile per i fari non carenati e per i dettagli estetici total black, che non piacquero tanto ai puristi, legati alle più romantiche cromature.

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La terza serie portò in dote la calandra ereditata dalla versione 2000, il cofano motore rialzato, quattro fari anteriori incorniciati di nero e un abitacolo profondamente modernizzato. Il restyling del 1981 introdusse sulla Lancia Beta Coupé alcune novità estetiche ispirate alla moderna Delta e uno spoiler posteriore. Nell’abitacolo si coglieva un uso più esteso di materiali plastici, segno inconfondibile dell’evoluzione dei tempi.

Sul fronte delle motorizzazioni, il propulsore d’accesso salì a 1.367 centimetri cubi (84 cavalli). La versione di punta da 2 litri adottò l’iniezione elettronica, toccando quota 122 cavalli. In cima alle preferenze degli appassionati e al vertice del listino si andò a collocare la versione Volumex da 1.995 centimetri cubi, equipaggiata con un compressore volumetrico Roots. In questa veste l’unità propulsiva era in grado di sprigionare ben 136 cavalli di potenza massima. Fu una sorta di canto del cigno, prima dell’uscita di scena del modello, che avvenne nel 1984.

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