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Stellantis, lunedì caldo a Roma: in gioco il destino degli stabilimenti italiani

Stellantis e sindacati si incontrano lunedì a Roma per discutere il futuro degli stabilimenti italiani, in una fase cruciale per l’automotive europeo. Al centro del confronto ci sono investimenti, nuovi modelli, volumi produttivi e occupazione nei siti di Mirafiori, Melfi, Pomigliano, Atessa, Termoli e Cassino, mentre cresce l’attesa per le indicazioni del nuovo ceo Antonio Filosa.

Antonio Filosa

Il futuro degli stabilimenti italiani di Stellantis torna al centro del confronto tra azienda e sindacati. Lunedì a Roma è in programma un incontro particolarmente atteso, destinato a fare chiarezza su una delle partite industriali più delicate per il Paese: quella dei siti produttivi del gruppo automobilistico e delle prospettive occupazionali per migliaia di lavoratori.

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L’incontro di lunedì a Roma chiarisce il piano Stellantis per gli stabilimenti italiani, tra investimenti, nuovi modelli e timori per l’occupazione

Il vertice arriva in una fase complessa per l’automotive europeo, segnata dalla transizione elettrica, dal calo della domanda in alcuni segmenti e dalla necessità di ridefinire investimenti, modelli e volumi. A rendere l’appuntamento ancora più rilevante è la vicinanza temporale con l’audizione parlamentare del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, chiamato a spiegare la strategia del gruppo e il ruolo che l’Italia potrà avere nei prossimi anni.

La delegazione aziendale sarà guidata da Emanuele Cappellano, responsabile delle attività Stellantis in Europa. Sarà lui a illustrare ai sindacati le ricadute per l’Italia del piano strategico presentato a Detroit il 21 maggio, un documento atteso soprattutto per capire quali saranno le scelte industriali concrete dopo mesi di incertezza e ricorso agli ammortizzatori sociali.

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Le organizzazioni dei lavoratori chiedono risposte precise. Sul tavolo ci sono i volumi produttivi, l’assegnazione di nuovi modelli agli impianti italiani, la tenuta dell’occupazione e il futuro dell’indotto, che in molte aree del Paese dipende direttamente dalle decisioni del gruppo. Dopo anni difficili, segnati da rallentamenti produttivi e cassa integrazione, i sindacati vogliono garanzie misurabili, non soltanto dichiarazioni di principio.

Al centro del confronto finiranno inevitabilmente gli stabilimenti di Mirafiori, Melfi, Pomigliano, Atessa, Termoli e Cassino. Ciascun sito vive una situazione diversa, ma tutti condividono la stessa esigenza: conoscere quale ruolo avranno nella nuova geografia industriale di Stellantis. Mirafiori resta simbolica per la storia dell’auto italiana, Melfi è cruciale per i nuovi modelli, Pomigliano continua a rappresentare un presidio produttivo importante, mentre Atessa, Termoli e Cassino chiedono certezze su missioni, investimenti e carichi di lavoro.

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