in

Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio conquistano Auto Bild: il Biscione fa ancora scuola

Sulla pista di Varano de’ Melegari, Sergio Rios di Auto Bild ha provato Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio e Stelvio Quadrifoglio durante l’Alfa Romeo Driving Academy. Il V6 biturbo da 520 CV ha impressionato per sound e prestazioni, con la Stelvio sorprendentemente efficace in pista e la Giulia ancora più pura, diretta e coinvolgente.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio Collezione

La pista di Varano de’ Melegari è un banco di prova vero: lì un’auto sportiva non può limitarsi a fare scena. Tra frenate decise, cambi di direzione rapidi e accelerazioni in uscita di curva, vengono fuori subito pregi e difetti. Proprio su questo tracciato, in provincia di Parma, Sergio Rios della versione spagnola di Auto Bild ha guidato Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio, due modelli che, nonostante gli anni, continuano a trasmettere in modo molto diretto il carattere del Biscione.

Advertisement

Auto Bild prova Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio a Varano: il V6 da 520 CV convince, con la Stelvio sorprendente e la Giulia ancora più pura

La prova si è svolta durante una giornata dell’Alfa Romeo Driving Academy, il programma dedicato ai clienti Quadrifoglio e supportato dalla Scuderia de Adamich, realtà legata al nome di Andrea de Adamich, figura storica dell’automobilismo italiano. Un contesto ideale per capire davvero cosa siano ancora oggi Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio, lontano dal traffico quotidiano e vicino al terreno per cui sembrano nate.

Il cuore delle due vetture resta uno dei loro elementi più affascinanti: il V6 biturbo da 2,9 litri, capace di 520 cavalli e 600 Nm di coppia. Sulla Giulia la potenza arriva alle ruote posteriori, mentre la Stelvio sfrutta la trazione integrale. Due ricette diverse, ma con la stessa idea di fondo: offrire prestazioni vere, non soltanto numeri da scheda tecnica.

Advertisement

A sorprendere Rios è stata soprattutto la Stelvio Quadrifoglio. Un SUV lungo 4,7 metri e vicino alle due tonnellate potrebbe sembrare poco adatto alla pista, ma il responso è stato diverso. “Il motore V6 ruggisce con un suono che crea dipendenza”, ha raccontato il giornalista spagnolo, evidenziando anche la capacità della Stelvio di affrontare i cambi di direzione con una naturalezza inattesa. Non un SUV che prova solo a sembrare sportivo, quindi, ma un modello capace di esserlo davvero.

Poi è arrivato il turno della Giulia Quadrifoglio, e il tono cambia. La berlina è più pura, più diretta, anche più esigente. Richiede precisione, sensibilità e rispetto. “Questa è tutta un’altra storia”, ha osservato Rios, sottolineando come la Giulia sappia premiare chi guida pulito e mettere in difficoltà chi forza troppo.

Advertisement

È proprio questa sua natura meno filtrata a renderla speciale. Anche per questo, dopo anni, continua a essere considerata una delle berline sportive più riuscite della sua generazione. “Ora capisco perché sia un’auto così acclamata”, ha concluso Rios.