Con l’approdo delle nuove monoposto di GEN4 in Formula E, le prestazioni delle monoposto utilizzate in Formula E sono aumentate così come è stata incrementata la precisione necessaria e la ricerca del dettaglio. A far parte della nuova generazione di monoposto c’è anche la nuova Opel GSE 27FE e per il costruttore tedesco è necessario sfruttare nel migliore dei modi il potenziale della nuova monoposto, a cominciare da una perfetta comprensione dell’aerodinamica della monoposto. Per la prima volta in Formula E saranno utilizzate anche due configurazioni aerodinamiche.
Il team Opel GSE Formula E è già al lavoro per testare e analizzare con la necessaria precisione il comportamento della monoposto in condizioni realistiche, sfruttando l’apporto fornito dalla galleria del vento. In questo modo si stanno regolando tutti i dettagli responsabili di fornire influenze su stabilità, efficienza e sui tempi sul giro.

Opel approda in Formula E nel momento di un cambiamento regolamentare importante
La nuova generazione delle monoposto impegnate in Formula E ha infatti aumentato considerevolmente il livello prestazionale. Dai precedenti 350 kW di potenza, pari a 476 cavalli, le nuove monoposto di GEN4 passeranno a una potenza di 600 kW pari a 816 cavalli di potenza. Allo stesso tempo viene introdotta la trazione integrale permanente e la capacità di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di due secondi.
Tali valori prestazionali, in accordo con due differenti configurazioni aerodinamiche modificano completamente l’approccio. Una configurazione viene utilizzata per garantire livelli di resistenza minimi, mentre l’altra offre un carico aerodinamico superiore per essere utilizzata in Qualifica. In questa fase l’utilizzo della galleria del vento diviene fondamentale, anche nel caso della nuova Opel GSE 27FE che viene esaminata in condizioni che ne simulano l’utilizzo in pista in maniera realistica. Ciò permette agli ingegneri di misurare in maniera esatta l’influenza del flusso d’aria sulle diverse sezioni della monoposto, studiando anche il cambiamento del bilanciamento.

Il fatto che Opel abbia già testato la vettura in galleria del vento prima dei test intensivi in pista ricade in un ben preciso piano di sviluppo. Il telaio di sviluppo era già disponibile, mentre il nuovo gruppo motopropulsore non era ancora a disposizione per l’impiego in pista fino a quel momento. Opel ha infatti sfruttato questa fase per sviluppare ulteriormente l’aerodinamica con l’impiego in pista cominciato appena il propulsore è risultato essere effettivamente disponibile.

L’approccio alla galleria del vento rientra in una lunga tradizione in casa Opel. L’iconica Opel Calibra aveva già stabilito uno standard sin dal suo lancio sul mercato avvenuto nel 1989. Con un coefficiente di resistenza pari a 0,26 era già considerata allora la vettura di produzione più aerodinamica al mondo a quel tempo. Il lavoro di successo nella galleria del vento ha una lunga tradizione in Opel: la leggendaria Opel Calibra aveva già stabilito lo standard al suo lancio sul mercato nel 1989 con un valore cW di 0,26 ed era considerata l’auto di produzione più aerodinamica al mondo, all’epoca. Opel ha guardato con successo anche alla relazione fra resistenza dell’aria e raffreddamento per l’impiego nel motorsport, come nel 1996 nella Opel Calibra V6 4×4 per il DTM e ITC che disponeva chiusure attive nella parte anteriore. Anche i modelli della gamma attuale a marchio Opel dimostrano l’attenzione per l’aerodinamica del costruttore tedesco. La Opel Corsa introduce un coefficiente di resistenza aerodinamica pari a 0,29, mentre la Opel Mokka raggiunge un valore di 0,32 che è uno fra i dati migliori della sua categoria. In entrambi i modelli, le chiusure attive del radiatore aiutano a controllare il flusso d’aria in modo mirato per migliorare l’efficienza.
