Ferrari continua a studiare l’idrogeno con un approccio molto concreto. Non c’è ancora un modello annunciato, né una scelta definitiva sul futuro delle sue supercar, ma l’ultimo brevetto scoperto da CarBuzz mostra che a Maranello il tema è tutt’altro che marginale.
Ferrari studia un serbatoio flessibile per l’idrogeno, pensato per supercar più compatte e sicure
Il punto centrale non è il motore, ma il serbatoio. Ed è un dettaglio solo in apparenza secondario. L’idrogeno, infatti, può essere usato in una cella a combustibile per generare elettricità oppure può essere bruciato direttamente in un motore termico. In entrambi i casi deve essere conservato a bordo ad altissima pressione, in modo sicuro e con ingombri compatibili con l’architettura dell’auto.
Oggi le vetture a idrogeno utilizzano soprattutto serbatoi rigidi e cilindrici. Sono soluzioni robuste, pensate per resistere a condizioni estreme, ma poco facili da integrare in una supercar. Su una Ferrari, ogni centimetro è studiato: abitacolo, motore, aerodinamica, raffreddamento e distribuzione dei pesi devono convivere in uno spazio limitato.

Per questo la soluzione immaginata da Ferrari è interessante. Il brevetto descrive un serbatoio flessibile, realizzato con un materiale capace di deformarsi. Durante il rifornimento si espande; quando l’idrogeno viene consumato, si contrae. In teoria, una struttura di questo tipo potrebbe adattarsi meglio agli spazi disponibili rispetto a un serbatoio tradizionale.
La vera sfida, però, riguarda i collegamenti. Se il contenitore cambia forma, i raccordi non possono muoversi o subire stress eccessivi. Il condotto attraverso cui l’idrogeno entra ed esce deve restare stabile, perché in un sistema ad alta pressione anche una piccola criticità può diventare un problema serio. Il brevetto si concentra proprio su questo aspetto: mantenere fermi e sicuri i punti di connessione.
A far discutere è anche il possibile posizionamento. Nei disegni, il serbatoio sembra collocato nella zona posteriore alta della vettura, cioè in un’area che su molte Ferrari coincide con lo spazio dietro l’abitacolo o con la parte da cui si osserva il motore. Una scelta simile cambierebbe molto l’impostazione dell’auto, riducendo lo spazio di carico e forse mettendo in discussione alcune architetture tradizionali.

C’è però un elemento da considerare: l’idrogeno pesa molto meno della benzina. Il carburante in sé inciderebbe poco sulla massa complessiva, anche se il peso del sistema di contenimento resterebbe decisivo.
Per ora è solo un brevetto, quindi non garantisce l’arrivo di una Ferrari a idrogeno. Ma indica chiaramente che la casa di Maranello sta cercando alternative ai carburanti fossili ma senza rinunciare al piacere di guida.
