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Stellantis, caso Nidec: il maxi accordo da 45 miliardi è davvero a rischio?

Stellantis potrebbe rivedere la collaborazione con Nidec, partner chiave nella produzione di motori elettrici nata ai tempi di PSA e poi confluita nel gruppo. Le indiscrezioni, non ancora confermate ufficialmente, arrivano mentre Nidec è sotto osservazione per presunte irregolarità e problemi di governance, con possibili effetti sulla futura filiera elettrica di Stellantis.

Stellantis USA

La strategia elettrica di Stellantis potrebbe essere davanti a uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni. Secondo quanto riportato dal sito spagnolo Motor.es, il gruppo avrebbe deciso di mettere in discussione la collaborazione con Nidec, colosso giapponese specializzato nella produzione di motori elettrici.

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Stellantis valuta il rapporto con Nidec dopo le indiscrezioni su irregolarità e governance: cosa può cambiare

Per ora, però, è necessario usare prudenza. Infatti non ci sono ancora conferme o smentite a queste voci. Nidec è importante per Stellantis. La collaborazione con l’allora Gruppo PSA era partita nel 2017 con un obiettivo molto chiaro: sviluppare e produrre motori elettrici per le future auto a zero emissioni. Da quell’intesa nacque la joint venture Nidec PSA emotors, poi entrata nell’universo Stellantis dopo la fusione tra PSA e FCA.

All’inizio il progetto era stato presentato come una scommessa industriale molto importante. L’idea era quella di costruire in Europa una filiera più forte per l’elettrico, unendo l’esperienza automobilistica di PSA alle competenze tecnologiche di Nidec. In pratica, si trattava di creare una collaborazione stabile su una parte fondamentale dell’auto elettrica: il motore.

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In questo percorso hanno avuto un ruolo importante anche gli stabilimenti francesi di Trémery e Poissy, coinvolti nella produzione dei sistemi di propulsione elettrica. Trémery, in particolare, è diventato uno dei simboli della trasformazione del gruppo: da fabbrica legata soprattutto ai motori tradizionali a polo sempre più orientato verso l’elettrificazione.

Negli anni, i motori sviluppati grazie a questa collaborazione sono finiti su diversi modelli elettrici dei marchi Peugeot, Citroën, Opel, DS Automobiles, Fiat e Jeep. Ed è proprio per questo che le indiscrezioni su un possibile stop al rapporto fanno rumore. Non si parla di una collaborazione marginale, ma di un tassello che ha accompagnato concretamente la crescita dell’offerta elettrica di Stellantis.

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Sul fondo resta la situazione di Nidec. L’azienda giapponese è finita sotto osservazione per presunte irregolarità contabili, problemi di governance e possibili anomalie nei controlli qualità. Aspetti che, in un settore dove affidabilità e continuità produttiva sono fondamentali, possono pesare molto sulla fiducia tra partner industriali.

Per Stellantis, un eventuale cambio di rotta potrebbe aprire una fase complicata. Il gruppo potrebbe dover cercare nuovi fornitori, rafforzare lo sviluppo interno o riorganizzare parte della propria catena di approvvigionamento. Non significa necessariamente che ci saranno problemi immediati nelle fabbriche o ritardi sui modelli già in commercio, ma è evidente che un dossier di questo tipo richiede attenzione.

Per chi possiede già un’auto elettrica dei marchi Stellantis, al momento non emergono elementi che facciano pensare a conseguenze dirette. La questione riguarda soprattutto il futuro: i prossimi modelli, le nuove generazioni di motori elettrici e la capacità del gruppo di mantenere una filiera stabile.

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La corsa all’elettrico non dipende solo da batterie, autonomia e nuovi modelli. Dipende anche da una rete di fornitori affidabile, solida e capace di reggere grandi volumi produttivi. Se un partner strategico entra in difficoltà, tutto l’equilibrio può diventare più fragile. Se le indiscrezioni venissero confermate, il caso Stellantis-Nidec potrebbe trasformarsi in uno snodo pesante per il futuro elettrico del gruppo.