Raduno di Alfa Romeo storiche, nella giornata di ieri, al Museo della Targa Florio di Collesano, in Sicilia. Un bel numero di auto del “biscione”, impegnate in un tour della parte occidentale dell’isola, hanno reso omaggio alla struttura espositiva madonita, che celebra la memoria della leggendaria corsa ideata da Vincenzo Florio, quando le lancette del tempo segnavano l’anno 1906.
Protagonisti dell’escursione, a bordo delle loro vetture classiche, sono stati i soci del Club Passione Epoca, sodalizio riconosciuto ufficialmente dal gruppo Stellantis. Dopo aver parcheggiato le loro Alfa Romeo storiche nel corso principale di Collesano, gli ospiti sono stati accolti dal personale del Museo della Targa Florio, che li ha guidati nella visita dei suoi spazi, per un tuffo nei ricordi di una delle gare automobilistiche più celebri al mondo.
Il risultato? Emozioni a profusione e della miglior specie. Non poteva che essere così, pure in virtù delle vibrazioni sensoriali attivate, ancora una volta, dai 10 successi raccolti dalla casa milanese nella leggendaria sfida madonita. Solo Porsche vanta una performance migliore, con 11 vittorie.
La prima affermazione di Alfa Romeo alla Targa Florio prese forma nel 1923, con la RL 3200 di Ugo Sivocci. Il successo più rapido del marchio lombardo, sul circuito delle Madonie di 72 chilometri, fu quello messo a segno da Nino Vaccarella e Toine Hezemans, su una 33/3, nel 1971, alla media di 120,055 km/h. I due, per coprire gli 11 giri del Piccolo Circuito Madonie previsti per quell’edizione della corsa, impiegarono 6h 35’46″2.
Ad Helmut Marko va il primato del giro più veloce su un “biscione”, con 33’41″00, alla media di 128,253 km/h, nell’edizione del 1972, quando in coppia con Nanni Galli il pilota austriaco giunse secondo sulla linea del traguardo su un’Alfa Romeo 33 TT3, alle spalle della Ferrari 312 PB di Arturo Merzario e Sandro Munari. Quei ricordi sono tornati vivi durante la visita del complesso espositivo madonita.
Per chi non lo sapesse, il Museo della Targa Florio di Collesano nacque nel 2004, come sigillo di una passione per le auto da corsa sempre molto viva nell’ameno paese in provincia di Palermo. La storia racconta di episodi che hanno lasciato traccia negli annali dello sport. Come il calore umano di Totò Giorgi, un vigile urbano amato e generoso, che riuscì a fermare la corsa.
Il legame d’affetto fra gli sportivi locali e il magico evento è proseguito nel tempo, senza esitazioni. A diversi anni dalla fine della corsa ideata da Vincenzo Florio, emerse la volontà di dare seguito al calore di quella travolgente onda emotiva, con una realtà capace di raccoglierne i ricordi.
Il motore dell’idea fu Giacinto Gargano, grande cultore della Targa Florio e amante delle auto da corsa, che si spese anima e corpo perché il progetto prendesse forma. Con il supporto di alcuni amici, come Nino Colombo, e dell’allora sindaco Rosario Rotondi, davvero lungimirante, l’idea si tradusse in realtà, dopo aver superato ostacoli di un certo rilievo, che avrebbero fatto desistere molti altri. L’inaugurazione del Museo della Targa Florio di Collesano avvenne il 27 giugno 2004. Fu una grande conquista per la cultura siciliana.
Il complesso espositivo trova accoglienza in un ex convento domenicano, convertito in un edificio municipale di gradevoli alchimie architettoniche. Negli ambienti dedicati alla corsa madonita si può compiere un tuffo nella magia della storia nobile del motorsport. Qui si possono ammirare la prima Targa Florio in oro e smalto realizzata nel 1906 da Lalique, i trofei vinti da Vaccarella e Pucci, fotografie di auto rombanti, manifesti, libri, tute, caschi, modelli ed altri preziosi cimeli.
Ad accogliere il visitatore ci pensa una suggestiva statua in bronzo di Vincenzo Florio, donata dal cavaliere Vincenzo Cangiamila, grande appassionato siciliano residente in toscana. Anche la scultura da lui donata ha conquistato gli obiettivi degli smartphone dei protagonisti del raduno Alfa Romeo organizzato dal Club Passione Epoca, che ha iniziato la sua giornata di ieri al Museo del Motorismo Siciliano di Termini Imerese.
