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Ferrari Luce, l’aftermarket è già al lavoro: ecco la versione estrema firmata Venuum

I rendering firmati Venuum immaginano una Ferrari Luce molto più aggressiva, con splitter, passaruota allargati, minigonne, alettone fisso e abbondante fibra di carbonio. Il risultato divide ancora di più il pubblico, ma conferma l’interesse dell’aftermarket per la nuova cinque posti elettrica del Cavallino, già al centro di polemiche sul suo design.

Ferrari Luce Venuum

Esiste davvero un modo per rendere più attraente la nuova Ferrari Luce? La risposta, almeno per ora, resta tutt’altro che scontata. Eppure, mentre il dibattito sul design della futura cinque posti elettrica del Cavallino continua a dividere appassionati e addetti ai lavori, il mercato aftermarket ha già iniziato a muoversi. I nuovi rendering firmati Venuum, preparatore con sede negli Emirati Arabi Uniti, mostrano una possibile reinterpretazione estrema del modello, nel tentativo di trasformarne l’immagine e, forse, correggere alcune delle perplessità sollevate finora.

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Venuum immagina una Ferrari Luce più estrema con kit in carbonio, passaruota allargati e alettone fisso

Venuum non è un nome nuovo nel panorama delle elaborazioni di lusso. L’azienda si è già fatta conoscere per kit carrozzeria dedicati a modelli come Ferrari Purosangue, Rolls-Royce Wraith e, a breve, anche per una Bugatti Chiron widebody. Ora il tuner ha rivolto la propria attenzione proprio alla Luce, immaginandola con una veste molto più aggressiva e scenografica. Il risultato, però, è destinato a far discutere almeno quanto la vettura originale.

Le modifiche partono dal frontale, dove compaiono uno splitter in fibra di carbonio e una coppia di alette aerodinamiche, anch’esse in carbonio, che accentuano l’impronta sportiva del modello. A questi si aggiungono passaruota anteriori allargati, minigonne laterali e dettagli rifiniti in fibra di carbonio attorno alle insolite prese d’aria delle portiere anteriori. L’intenzione è chiara: dare alla Luce un look più estremo, più muscolare, più vicino all’universo delle supercar modificate.

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Anche il posteriore segue la stessa filosofia. Venuum ha previsto passaruota maggiorati, un alettone fisso e un diffusore posteriore molto pronunciato, ancora una volta in fibra di carbonio. Nel complesso, la vettura appare certamente più aggressiva, ma non necessariamente più armoniosa. Anzi, a giudicare dai rendering, il risultato sembra avvicinarsi più a quello di una berlina giapponese pesantemente elaborata che a una granturismo elettrica degna del blasone Ferrari.

Ed è proprio qui che si concentra il nodo della questione. Nel tentativo di “riparare” un design che molti considerano già controverso, il kit immaginato da Venuum rischia di accentuarne ulteriormente l’ambiguità stilistica. Se da un lato le appendici aerodinamiche e la fibra di carbonio comunicano prestazioni e aggressività, dall’altro sembrano allontanare la Luce da quel linguaggio estetico elegante, pulito e immediatamente riconoscibile che tradizionalmente identifica una Ferrari.

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Non è ancora chiaro se Venuum abbia davvero intenzione di portare sul mercato un kit identico a quello mostrato nei rendering, ma appare quasi inevitabile che la Luce diventi uno dei prossimi terreni di caccia preferiti per tuner e specialisti dell’aftermarket. La curiosità, semmai, è capire se qualcuno riuscirà davvero a confezionare un pacchetto capace di dare alla nuova elettrica del Cavallino un aspetto più convincente, più coerente con la tradizione del marchio e meno distante dal gusto italiano.

Al momento, le opinioni sul design della Ferrari Luce restano in gran parte fredde, quando non apertamente critiche. Per Ferrari, dunque, la vera sfida potrebbe non essere soltanto estetica. Se la linea divide, allora saranno probabilmente l’esperienza a bordo, la qualità costruttiva e soprattutto le dinamiche di guida a dover fare il lavoro più importante. In attesa della prova su strada, una cosa è certa: il dibattito sulla Luce è appena cominciato, e il mondo del tuning ha già deciso di entrarci a gamba tesa.

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