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Ferrari Luce divide tutti, ma in Cina c’è chi la difende: “Scelta coraggiosa”

Ferrari Luce divide ancora pubblico e addetti ai lavori: la prima elettrica del Cavallino è criticata per il design, lontano dalla tradizione di Maranello, ma in Cina c’è chi la difende come scelta coraggiosa e moderna. Tra polemiche, interventi di Montezemolo e la visione di Manzoni, il destino del modello potrebbe dipendere dai clienti cinesi.

Ferrari Luce

Ferrari Luce continua a far discutere. La prima elettrica della storia del Cavallino Rampante, ancora prima di arrivare davvero sulle strade, è già diventata uno dei modelli più divisivi degli ultimi anni. E le polemiche, nate in Europa subito dopo la presentazione, sono arrivate fino in Cina, mercato sempre più centrale per il futuro dell’auto elettrica di lusso.

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Ferrari Luce divide gli appassionati, ma in Cina c’è chi la vede come una scelta audace

A far discutere è soprattutto il design. Le forme della Ferrari Luce, molto lontane dall’immaginario Ferrari più tradizionale, hanno acceso il confronto tra appassionati, addetti ai lavori e osservatori internazionali. C’è chi la considera troppo distante dalla storia di Maranello e chi, invece, vede proprio in questa rottura il suo punto di forza.

Tra i critici più duri si è inserito anche Luca Cordero di Montezemolo, che ha espresso una posizione molto netta, arrivando a chiedere idealmente di “togliere il Cavallino Rampante” dal modello. Una frase forte, che riassume il sentimento di una parte del pubblico: per molti, una Ferrari elettrica deve comunque restare immediatamente riconoscibile come una Ferrari.

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Dalla Cina, però, arriva anche una lettura molto diversa. Jiri Opletal, editorialista di Car News China, ha difeso la scelta di Maranello, ricordando una frase pronunciata dal capo design Ferrari al momento del lancio: “Sarà acquistata da chi ha già un’auto elettrica”. Un passaggio fondamentale, perché spiega il vero obiettivo della Luce: non parlare soltanto ai clienti storici del marchio, ma intercettare un pubblico nuovo, ricco, internazionale e già abituato alla mobilità elettrica.

Secondo Opletal, Ferrari avrebbe fatto una scelta coraggiosa e intelligente. “Non hanno cercato di costruire un veicolo elettrico basandosi sulla tecnologia delle auto a combustione interna esistente”, ha scritto. “L’hanno costruito da zero, un veicolo elettrico dedicato, senza alcun legame con la sua storia”. Una visione che in Cina potrebbe funzionare più che altrove, perché, come osserva il giornalista, “il passato è visto piuttosto come un peso”.

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Anche Flavio Manzoni ha difeso l’approccio stilistico della Luce. In un’intervista a Cleo Abram per HUGE, il designer Ferrari ha spiegato: “Viviamo in un’epoca in cui l’approccio nostalgico è molto forte. Tutti guardano al passato, non al futuro”. Poi ha aggiunto che un’elettrica deve apparire come “un oggetto solido, molto puro”, con superfici quasi continue e ruote più piatte.

La domanda, adesso, è una sola: la Cina capirà davvero la Ferrari Luce? Opletal non ha dubbi sul punto decisivo: “Saranno i ricchi cinesi a decidere il destino della Luce, non gli attuali proprietari della Ferrari”. E forse è proprio qui che Maranello si gioca la sua scommessa più audace.

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