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Calenda su Maserati: “Elkann vuole venderla”, nuovo scontro sul futuro dell’auto italiana

Carlo Calenda rilancia le voci su una possibile cessione di Maserati da parte di Stellantis e chiede chiarezza a John Elkann sul futuro del marchio

Carlo Calenda

Il futuro di Maserati torna al centro del dibattito politico e industriale. A riaccendere i riflettori sul marchio del Tridente è Carlo Calenda, che sui social ha rilanciato le indiscrezioni su una possibile cessione del brand da parte di Stellantis, puntando il dito contro John Elkann. Il leader di Azione ha condiviso un articolo secondo cui Elkann sarebbe pronto a vendere Iveco Defence e Maserati, aprendo un nuovo fronte di discussione sul destino dell’industria italiana dell’auto.

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Calenda: “Ci sono nuovamente voci su una cessione imminente della Maserati”

La posizione di Calenda è netta. Secondo l’ex ministro, Maserati rappresenta un asset strategico che non può essere trattato come una semplice voce di bilancio. “Ci sono nuovamente voci su una cessione imminente della Maserati”, ha scritto il leader di Azione, chiedendo chiarezza sul futuro del marchio e sulle scelte industriali del gruppo.

Il tema è particolarmente sensibile perché Maserati attraversa da tempo una fase complessa. La produzione si è ridotta rispetto agli anni di maggiore espansione e diversi modelli storici, come Ghibli, Quattroporte e Levante, sono usciti di scena o hanno concluso il loro ciclo commerciale. Il Tridente resta però uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy automobilistico, con un valore industriale e identitario che va oltre i numeri.

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Da parte sua Stellantis, in passato, ha già respinto le ipotesi di vendita. “Maserati non è in vendita”, aveva precisato il gruppo, ribadendo l’impegno per il futuro del marchio come unico brand di lusso all’interno del portafoglio Stellantis. L’azienda aveva inoltre ricordato il percorso di elettrificazione legato alla gamma Folgore e il lavoro sui futuri modelli del Tridente.

Il confronto resta quindi aperto. Da un lato le accuse politiche e sindacali, che chiedono investimenti e un piano industriale credibile; dall’altro le rassicurazioni dell’azienda, che continua a parlare di rilancio e transizione.

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Non si può fare cassa con i pezzi migliori dell’industria italiana”, è il messaggio che arriva dal fronte critico. La domanda, ora, è una sola: Maserati resterà davvero al centro della strategia Stellantis o il Tridente finirà al centro di una nuova partita industriale?