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Dudenhofen, la fortezza dei test Opel compie sessant’anni

Nato da un errore postale, è diventato il laboratorio dove il marchio tedesco testa auto, tecnologie e soluzioni per il futuro

Opel

Sessant’anni fa, nell’aprile del 1966, Opel apriva il centro prove di Dudenhofen, destinato a diventare uno dei luoghi simbolo dello sviluppo tecnico del marchio. I lavori erano iniziati il 3 novembre 1964 e avevano richiesto un investimento di 20 milioni di marchi, una somma davvero notevole per l’epoca.

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Il centro-prove Opel di Dudenhofen con i suoi diversi percorsi per velocità ed altri test festeggia 60 anni

Il centro si trova in Assia, a circa mezz’ora da Rüsselsheim, sede storica della Casa tedesca. Già al momento dell’apertura occupava 2,6 chilometri quadrati e offriva 33 chilometri di percorsi. Non una pista qualsiasi, ma un’area pensata per riprodurre situazioni molto diverse e mettere alla prova le vetture ben oltre l’uso quotidiano.

Il cuore dell’impianto era l’anello ad alta velocità lungo 5 chilometri, con curve sopraelevate inclinate fino a 33 gradi. Qui gli ingegneri potevano verificare resistenza, stabilità, freni e comportamento dinamico in condizioni particolarmente severe. Accanto c’era lo skidpad, un piazzale circolare in cemento da 100 metri di diametro usato per studiare lo sterzo e lo slittamento in curva.

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Tra le prime Opel a essere collaudate a Dudenhofen ci furono la Rekord C, la Kadett Rallye e la Diplomat Coupé, modelli che avrebbero contribuito a rafforzare l’immagine del marchio negli anni Sessanta.

La storia del centro prove nasce però da un episodio inatteso. Nel luglio 1963, il comune di Dudenhofen ricevette per errore una lettera indirizzata a un’altra località con lo stesso nome. Da quella comunicazione emergeva la ricerca di un terreno di circa 300 ettari per conto di un’industria. Il sindaco Kratz capì l’occasione e si fece avanti.

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L’accordo con Opel portò alla vendita di 254 ettari di bosco demaniale a 2,30 marchi al metro quadrato, con l’impegno a limitare l’abbattimento degli alberi. Da allora Dudenhofen è cresciuto con nuovi tracciati, aree per la guida autonoma e record tecnici, restando un laboratorio discreto ma decisivo per la storia del Fulmine.