L’Alfa Romeo Spider di quinta generazione, nata a partire dalla Brera, compie i suoi primi 20 anni. Anche se sembra ieri, quattro lustri sono passati dal debutto del modello, che avvenne al Salone dell’Auto di Ginevra del 2006. A breve distanza temporale dal lancio, questa creatura ottenne il Premio Cabrio dell’Anno, assegnato da una giuria di giornalisti provenienti da 12 paesi europei. Fu il sigillo della sua bontà.
Come ben sapete, le scoperte hanno sempre svolto un ruolo di notevole impatto, in termini di immagine, nella storia del marchio del “biscione”. Fra le opere della specie, impossibile non citare, fra le altre, la Giulietta Spider degli anni ’50, la Duetto e la Spider degli anni ’90, solo per fare una terna di nomi conosciuti dal grande pubblico.
La vettura di cui ci stiamo occupando ha preso idealmente il testimone di quella famiglia ed unisce le emozioni sportive alla tecnologia del costruttore lombardo. L’Alfa Romeo Spider del 2006 è un’elegante biposto, che ammalia sin dal primo sguardo. Ancora oggi non accusa il peso delle rughe in termini estetici: sembra uscita ieri.
Accogliente e gradevole l’abitacolo, che utilizza materiali di qualità e dotazioni di buon livello, come il climatizzatore automatico bizona, i comandi radio al volante, il VDC e il Cruise Control. Due le motorizzazioni offerte alla scelta della clientela, nella fase iniziale del cammino commerciale, entrambe a benzina JTS: da 2.2 litri a 4 cilindri con 185 cavalli a pulsare sotto il cofano anteriore; da 3.2 litri a 6 cilindri, con ben 260 cavalli al servizio del piacere.
Di ottimo livello le prestazioni e le doti dinamiche, in grado di regalare al modello l’autentico feeling del “biscione”, con il supporto fondamentale delle sospensioni a doppio braccio oscillante all’anteriore e del sistema Multilink al posteriore. L’Alfa Romeo Spider coniuga comfort, sportività e sicurezza, specie con l’avanzato sistema di trazione integrale Q4 disponibile sulla versione di maggiore cubatura. Sofisticati algoritmi controllano il comportamento dinamico della vettura, dalla frenata alla trazione, aiutando a prevenire situazioni difficili.

Venduta fino al 2013, l’Alfa Romeo Spider di nuova generazione è stata plasmata in poco meno di 12.500 esemplari. Per dar vita a questa variante scoperta, lo stile della Brera di Giugiaro fu rivisto da Pininfarina (che si occupò pure dell’assemblaggio), con forme scultoree, frutto di sublimi tocchi da maestro. Si apprezzano la personalità dell’opera e l’armonia impeccabile dei suoi volumi, che emerge sia con il tetto abbassato che con il tetto chiuso. Generose le dimensioni, trattandosi di un’auto a 2 posti secchi: 4.393 mm di lunghezza, 1.830 mm di larghezza, 1.318 mm di altezza, 2.528 mm di passo.
Per abbassare la capote ci vogliono appena 25 secondi. Al termine dell’operazione si connette l’abitacolo al mondo esterno, regalando al conducente le emozioni di guida en plein air, decisamente gradevoli nelle giornate primaverili ed estive. Rispetto alla Brera, l’Alfa Romeo Spider cambia molto nella parte posteriore. Qui, seppure più convenzionale, è altrettanto bella.
Come già scritto, al momento del debutto il ventaglio propulsivo si giovava di un paio di motorizzazioni a benzina: un 4 cilindri in linea da 2.198 centimetri cubi, in grado di sviluppare 185 cavalli di potenza massima; un 6 cilindri a V di 60° da 3.195 centimetri cubi di cilindrata, capace di erogare 260 cavalli di potenza massima. Entrambi sono dei JTS, acronimo di Jet Thrust Stoichiometric. Ciò vuol dire che il sistema di iniezione ad alta pressione crea un “getto” mirato del carburante all’interno dei cilindri, con un rapporto stechiometrico ideale aria-benzina.
Nel 2007 giunse anche la versione diesel dell’Alfa Romeo Spider. Ci stiamo riferendo alla 2.4 JTDm a 5 cilindri, in grado di sviluppare 200 cavalli di potenza massima, poi cresciuti a 210 cavalli nel corso del 2008. In quest’ultimo anno prese forma pure il restyling del modello, con modifiche di dettaglio, focalizzate sull’abitacolo, mentre fuori le differenze erano concentrate esclusivamente sui nuovi cerchi in lega da 18 pollici e, opzionali, da 19 pollici, oltre che su una nuova gamma cromatica.
Nel 2009 il marchio del “biscione” adattò la gamma propulsiva alle norme antinquinamento Euro 5, di prossima uscita. Giunse così sotto il cofano anteriore dell’Alfa Romeo Spider il 4 cilindri a benzina sovralimentato e a iniezione diretta da 1.742 centimetri cubi, con doppio variatore di fase continuo, capace di sprigionare 200 cavalli di potenza massima. Questo cuore prese il posto del 2.2 JTS. Tra i diesel, all’unità da 2.4 litri si affiancò quella da 2.0 litri JTDm, con 170 cavalli al servizio dell’azione. Furono gli ultimi movimenti nella gamma, prima del congedo del modello.




Fonte | Stellantis
