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Stellantis Melfi, l’allarme dei sindacati: 425 uscite volontarie e futuro ancora in bilico

I sindacati chiedono garanzie su produzione, occupazione e futuro della filiera

Stellantis Melfi

A San Nicola di Melfi cresce la preoccupazione per il futuro dello stabilimento Stellantis. A meno della metà dell’anno, sono già 425 le uscite volontarie incentivate registrate nel sito lucano. Un numero che, secondo la Fiom, non può essere letto come un semplice dato fisiologico, ma come il segnale di una fase ancora fragile per l’intero comparto automotive.

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Stellantis: a Melfi crescono le uscite volontarie incentivate mentre lo stabilimento attende il piano industriale di Antonio Filosa

Il tema è stato al centro delle assemblee con i lavoratori, in un momento in cui lo stabilimento attende i risultati della salita produttiva. Dopo la Jeep Compass, a Melfi sono attese anche la DS 7 e la nuova Lancia Gamma, modelli che dovrebbero contribuire al rilancio del sito. Tuttavia, i volumi restano ancora considerati insufficienti e il clima tra i dipendenti è segnato dall’incertezza.

La Fiom chiede un vero piano industriale, capace di coinvolgere non solo lo stabilimento ma l’intera filiera. L’obiettivo dichiarato è evitare licenziamenti e scongiurare il rischio di una progressiva desertificazione industriale. A pesare c’è anche il ricorso al contratto di solidarietà, che riguarda una quota del 35%. Secondo il sindacato, quei lavoratori dovrebbero essere inseriti in percorsi di formazione, miglioramento della qualità e consolidamento produttivo.

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Intanto cresce l’attesa per il 21 maggio, data in cui l’amministratore delegato Antonio Filosa presenterà il nuovo piano industriale. Anche la Uilm chiede risposte precise, a partire dall’assegnazione dei veicoli ibridi a tutti gli stabilimenti. Per Melfi significa conoscere nel dettaglio tempi e prospettive dei cinque modelli previsti.

Stellantis Melfi

Sul tavolo resta anche il nodo dell’elettrificazione. Secondo Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, le normative europee stanno penalizzando duramente l’industria automobilistica senza reali benefici ambientali. Per Melfi, dunque, le prossime settimane saranno decisive.

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