La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino si aggrava e apre un mese di maggio che si annuncia particolarmente difficile per lavoratori, indotto e territorio. È arrivata infatti la conferma ufficiale di un nuovo fermo produttivo che interesserà le unità di Lastratura, Verniciatura e Montaggio per l’intera settimana dall’11 al 15 maggio.
Cassino: sindacati in pressing su Stellantis e governo in vista del piano industriale di Antonio Filosa
Il rientro in fabbrica slitterà quindi, salvo nuove comunicazioni, a lunedì 18 maggio. Un dato che pesa ancora di più se si considera che, dall’inizio del mese, nello stabilimento laziale non sarebbe stata effettuata nemmeno un’ora di lavoro. La situazione conferma una paralisi produttiva ormai prolungata, con effetti sempre più pesanti sulla tenuta sociale dell’area.
Il quadro dei primi mesi del 2026 restituisce la dimensione della crisi. Nei primi quattro mesi dell’anno, i cancelli dello stabilimento sono rimasti aperti per appena 18 giorni complessivi. Un numero che certifica il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali e la difficoltà di un sito considerato strategico per la produzione premium del Gruppo.
Le conseguenze non riguardano soltanto i dipendenti diretti di Stellantis. A soffrire è l’intero sistema della componentistica e dei servizi collegati al plant, già reduce da un 2025 definito da più parti come un anno nero per l’automotive italiano. Meno produzione significa meno lavoro per l’indotto, con ricadute immediate su imprese, famiglie e occupazione.
In questo clima di forte tensione, i sindacati chiedono risposte concrete. La FIM CISL ha convocato per lunedì 11 maggio a Roma il coordinamento nazionale del Gruppo Stellantis, con oltre 100 sindacalisti provenienti da tutti gli stabilimenti italiani. L’obiettivo è definire una piattaforma di richieste da presentare in vista dell’Investor Day del 21 maggio ad Auburn Hills, dove il CEO Antonio Filosa illustrerà il nuovo piano industriale.
La vertenza arriverà anche sul tavolo politico regionale: per il 19 maggio è stato fissato un Consiglio Regionale straordinario dedicato a Stellantis. Per il segretario generale della FIM CISL, Ferdinando Uliano, dal piano Filosa deve arrivare una svolta reale, fatta di nuovi modelli, investimenti certi e garanzie occupazionali.

Resta aperto anche il nodo delle politiche industriali nazionali. Il taglio dei fondi per l’auto preoccupa i sindacati proprio mentre l’Europa discute emissioni, transizione e strumenti comuni di sostegno. A Cassino, però, il tempo delle promesse sembra finito: ora servono decisioni.
