La tensione sul futuro industriale di Stellantis in Italia torna al centro del dibattito. A sollevare il caso sono Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom Cgil, e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil, dopo l’annuncio dell’avvio di produzioni cinesi negli stabilimenti spagnoli di Saragozza e Madrid nell’ambito della joint venture tra Stellantis e Leapmotor.
I sindacati criticano Stellantis che investe in Spagna con Leapmotor mentre gli stabilimenti italiani restano a guardare
Secondo i due esponenti sindacali, la notizia arriva in un momento particolarmente delicato per gli stabilimenti italiani del gruppo. La situazione, spiegano, resta “critica” in tutti i siti produttivi, con casi definiti persino emergenziali, come quello di Cassino. Per la Fiom, la scelta di avviare nuove produzioni in Spagna rende ancora più urgente l’apertura di un confronto vero sul futuro dell’automotive nel nostro Paese.
Il nodo principale riguarda il piano industriale Stellantis, la cui presentazione è prevista per il 21 maggio. Lodi e D’Alessio chiedono che il governo promuova un incontro prima di quella data, così da discutere le linee strategiche del gruppo prima che vengano rese note senza un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori.
A preoccupare il sindacato è anche il calendario istituzionale. L’amministratore delegato di Stellantis sarà ascoltato in Parlamento il 17 giugno, quasi un mese dopo l’Investor Day, mentre al momento non risulterebbe fissato alcun incontro diretto con lavoratrici e lavoratori.
Da qui la richiesta di un intervento della presidente del Consiglio per convocare le parti a Palazzo Chigi. La Fiom parla di un peggioramento progressivo non solo per Stellantis, ma per l’intero comparto automotive italiano, con ricadute pesanti anche sulla componentistica.

Per il sindacato è il momento di passare dalle dichiarazioni alle soluzioni. L’obiettivo indicato è un accordo che preveda nuovi investimenti da parte di Stellantis e l’arrivo di altri produttori in Italia, per rilanciare ricerca, sviluppo, produzione e occupazione. Una partita industriale che, secondo la Fiom, non può più essere rinviata.
