Non è una di quelle auto per cui si farebbero pazzie e non fa neppure sognare. Del resto, lo scopo di un’utilitaria come la Citroën AX è quello di badare al sodo. Queste piccole vetture devono soddisfare le esigenze basiche della mobilità, senza particolare pretese.
Il loro scopo è quello di garantire un’opzione di scelta a quanti non vogliono svenarsi con un prezzo di acquisto alto e con costi di esercizio superiori al minimo sindacale. Pur aderendo a tali caratteristiche, la piccola del “double chevron” seppe distinguersi dalla concorrenza del tempo, con un’interpretazione specifica del tema.
Impossibile confonderla con altre city car di quegli anni, perché la Citroën AX sfodera una marcata identità visiva, che si allinea alla tendenza a scardinare gli schemi tipica della casa automobilistica francese. Nata per sostituire la LNA (e poi la Visa), seppe raccogliere buoni numeri di mercato. Durante il suo ciclo produttivo, che andò avanti dal 1986 al 1998, prese forma in quasi 2.6 milioni di esemplari.
Se sul piano stilistico poche briglie incisero sulle alchimie grafiche del prodotto, lasciando ampia libertà all’estro creativo dei progettisti, più rigide furono le richieste dei vertici aziendali sul fronte dell’economia costruttiva, della leggerezza e del contenimento dei consumi. Tutti elementi che fanno parte del naturale corredo di una utilitaria.

Sebbene originale come design, la Citroën AX risultava molto efficace in termini di scorrevolezza aerodinamica (Cx 0.31) e di sfruttamento degli spazi, con volumi abitabili elevati rispetto alle dimensioni esterne. Discreta la capacità del bagagliaio, in grado di accogliere fino a 265 litri di roba, ma la capienza saliva a 1.160 litri abbattendo lo schienale posteriore. Per le piccole trasferte familiari e per le brevi gite fuori porta andava più che bene. Notevole il suo feeling con gli ambienti urbani, in linea col DNA di ogni utilitaria che si rispetti.
Fra i punti di forza della Citroën AX merita una menzione il peso particolarmente contenuto. Con lei l’indice della bilancia segnava un valore inferiore di circa un quintale rispetto alla concorrenza del tempo. Questo aveva delle implicazioni positive sulla prontezza di risposta al comando dell’acceleratore e soprattutto sui consumi.
Ottime le sue dinamiche stradali, capaci di regalare un certo livello di piacere di guida, per la maneggevolezza e la tenuta di strada sopra la media del segmento. Facile interpretare il suo carattere. Questo rendeva la marcia poco apprensiva. Al momento del lancio, tre erano le motorizzazioni offerte alla scelta dei clienti della Citroën AX. Tutte a benzina.
L’unità propulsiva più piccola aveva una cilindrata di 954 centimetri cubi, per una potenza massima di 45 cavalli. Qui l’energia veniva scaricata al suolo tramite un cambio manuale a 4 marce. Salendo di livello si trovava il motore da 1.124 centimetri cubi, con 55 cavalli. Al top della gamma della Citroën AX si insediava il cuore da 1.360 centimetri cubi di cilindrata, in grado di esprimere una potenza massima di 65 cavalli. Le due unità più corpose disponevano di un cambio manuale a 5 marce.
Ben quattro gli allestimenti previsti, per regalare alla clientela un adeguato livello di scelta, dando ad ognuno la possibilità di appagare in modo più specifico i bisogni personali. Al vertice della famiglia si poneva quello battezzato TZS, davvero completo, ma abbinato alla sola versione di maggiore cubatura. Nel 1988 giunse la versione a 4 porte, che peggiorava un poco il look, regalando in cambio una migliore praticità, non sono per il più facile accesso a bordo.

Alla line-up della Citroën AX si aggiunse, nello stesso anno, la versione Sport, destinata a chi amava le auto dall’indole più prestazionale. Qui la spinta faceva capo a un motore a 4 cilindri da 1.290 centimetri cubi di cilindrata, capace di erogare una potenza massima di ben 95 cavalli, su un peso di poco superiore ai 700 chilogrammi, Facile intuire il livello delle performance, che regalavano una verve particolarmente tonica all’utilitaria francese.
Per questo allestimento “muscolare” fu scelta la tinta bianca, di matrice racing, abbinata a cerchi dello stesso colore. Qui nessuna concessione al lusso si coglieva alla vista, perché il target erano le emozioni e le dinamiche spumeggianti, che la ponevano al vertice della categoria di appartenenza. Fu lei la base delle varianti da corsa.
Sportiva, anche se meno della sorella appena menzionata, era la AX GT, il cui cuore da 1.360 centimetri cubi si spingeva a quota 85 cavalli. Dopo questa ventata di brio, i vertici aziendali presentarono nel 1988 la versione diesel, con motore da 1.4 litri a gasolio da 53 cavalli di potenza. Nello stesso anno, le sorelle a benzina di pari cubatura videro crescere la potenza a 70 cavalli, con una migliore tonicità operativa.
Anche la Citroën AX ebbe il suo restyling di metà ciclo. Questo giunse nel quarto trimestre del 1988 e prese forma col bisturi, non con l’accetta. Le modifiche furono di dettaglio e non modificarono più di tanto l’abito. Qualche intervento prese forma anche nell’abitacolo, per modernizzarlo leggermente. Giunsero dei nuovi allestimenti. La potenza del motore da 1.360 centimetri cubi crebbe ulteriormente, spingendosi a 75 cavalli.
Più sorprendente l’arrivo in gamma di una versione a trazione integrale, la AX 4×4, spinta da quest’ultimo motore. Da segnalare l’esordio della AX GTi, con un cuore da 1.4 litri, capace di sprigionare 98 cavalli, su peso di 795 kg. Qui le performance si avvicinavano a quelle della Sport, ma la differenza di peso giocava a favore dell’altra. La potenza scese a 95 cavalli con l’introduzione del catalizzatore, esteso nel 1992 all’intera gamma.
Per la piccola utilitaria francese iniziò a quel punto la parte finale del suo cammino commerciale, che si protrasse oltre l’arrivo della Saxo, il cui lancio avvenne nel 1996. Dopo una breve convivenza in listino con la nuova arrivata, giunse il momento del congedo per la Citroën AX, datato 1998. Della vettura fu realizzata anche una versione elettrica, ma fu poco più di un esercizio creativo, perché il mercato cercava altro, soprattutto allora.
Fonte | Stellantis
