Per anni il 1.2 PureTech ha rappresentato il motore a benzina d’accesso per molti modelli del gruppo Stellantis. Compatto, diffuso e utilizzato su larga scala, è stato una presenza costante sotto il cofano di utilitarie, crossover e vetture compatte. Ora, però, lo scenario potrebbe cambiare. Tra le ipotesi più concrete per il futuro torna protagonista una famiglia ben conosciuta: i motori Fiat FireFly, chiamati anche GSE, acronimo di Global Small Engine.
Ecco quali motori della famiglia FireFly sembrano candidati a rimpiazzare il PureTech nella gamma Stellantis
Il candidato più piccolo è il 1.0 FireFly, tre cilindri da 999 cm³ già impiegato su modelli come Fiat 500 e Panda Hybrid. Nella versione aspirata eroga 70 CV e 92 Nm, con sistema mild hybrid BSG. Un dettaglio tecnico importante riguarda la distribuzione: qui non troviamo una cinghia a bagno d’olio, ma una catena.
Più interessante, in chiave sostituzione del PureTech, è il 1.0 FireFly Turbo. Sempre tre cilindri, ma sovralimentato, nella Fiat 500X arrivava a 120 CV e 190 Nm. Numeri molto vicini a quelli delle versioni più diffuse del 1.2 PureTech, motivo per cui potrebbe diventare una soluzione ideale per i modelli entry-level dei segmenti B e C di Stellantis.
Il vero protagonista nella futura gamma Stellantis, però, potrebbe essere il 1.3 GSE Turbo. Questo quattro cilindri da 1.332 cm³, nella versione a benzina commercializzata in Brasile, sviluppa 180 CV e 270 Nm. Una potenza superiore rispetto al PureTech, adatta a crossover, SUV e compatte più strutturate. Inoltre, la produzione nello stabilimento brasiliano di Betim garantisce una base industriale già consolidata.

Nel quadro rientra anche il 1.5 GSE Hybrid, usato sull’Alfa Romeo Tonale, con sistema ibrido da 175 CV. Ancora più in alto si colloca il 1.3 GSE plug-in hybrid, capace di raggiungere 270 CV complessivi. La scelta finale spetterà a Stellantis, ma una cosa è chiara: la famiglia FireFly potrebbe tornare al centro della scena europea.
