Il futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli torna al centro del confronto politico e industriale. Dopo l’abbandono del progetto della Gigafactory, l’impianto di contrada Rivolta del Re vive una fase di forte incertezza e il Molise chiede ora risposte concrete. La richiesta è arrivata dall’assessore regionale alle attività produttive Andrea Di Lucente durante il tavolo sull’automotive convocato a Roma, al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La Regione Molise chiede a Stellantis un piano di rilancio per Termoli, puntando su motori ibridi, cambi e nuovi investimenti
Il punto centrale è chiaro: destinare nuovi investimenti al rilancio del sito termolese, evitando che lo stabilimento venga progressivamente marginalizzato all’interno del piano industriale di Stellantis. Secondo la Regione, Termoli deve continuare ad avere un ruolo strategico, soprattutto per la sua vocazione storica nella produzione di motori ibridi e cambi.
Nel confronto romano è emersa anche la necessità di riequilibrare la distribuzione territoriale dei progetti di ricerca e sviluppo. Il timore è che gli stabilimenti del Centro-Sud, in particolare Termoli e Cassino, possano essere penalizzati rispetto ad altri poli industriali del gruppo. A pesare, in questo quadro, c’è anche l’adesione di Stellantis a centri di ricerca localizzati a Torino e Pavia, una scelta che ha riacceso il dibattito sulla tenuta produttiva del Mezzogiorno automotive.
Per Di Lucente, la strada passa dalla valorizzazione delle competenze già presenti a Termoli. Non solo una difesa dell’esistente, ma un tentativo di costruire una prospettiva industriale alternativa dopo il tramonto della Gigafactory, che avrebbe dovuto rappresentare uno dei pilastri della transizione elettrica sul territorio.

Intanto, lo scenario nazionale resta in movimento. Lo stabilimento Stellantis di Cassino potrebbe finire al centro di un’operazione con il gruppo cinese Dongfeng, attraverso una cessione o una gestione condivisa finalizzata al rilancio della produzione. Una trattativa sarebbe in corso, anche se i contorni restano ancora incerti.
Più difficile capire se un modello simile possa riguardare, in futuro, anche Termoli. Per ora, dal Molise arriva un messaggio netto: senza nuovi investimenti, il rilancio rischia di restare soltanto una promessa.
