Antonio Filosa mette in guardia Stellantis e, più in generale, tutto il settore dell’auto: il vero pericolo legato alla crisi in Medio Oriente non è solo quello immediato, ma soprattutto quello che potrebbe arrivare nei prossimi mesi sotto forma di inflazione. È questo il punto su cui l’amministratore delegato del gruppo ha insistito rispondendo a una domanda dell’ANSA, spiegando che la situazione geopolitica viene seguita con grande attenzione perché può avere effetti diretti sia sui mercati sia sulla tenuta complessiva del business.
Se le tensioni in Medio Oriente non cesseranno Filosa teme ripercussioni anche per l’auto
Filosa ha parlato in modo molto chiaro. “Credo che l’inflazione sia un indicatore macroeconomico che tutti comprendono appieno e che è al centro del nostro business”, ha detto, spiegando che Stellantis si sta già preparando a gestire questo scenario nei prossimi mesi. Il tema, quindi, non è soltanto quello di un rallentamento momentaneo in alcune aree sensibili, ma la possibilità che la volatilità internazionale si trasformi in un problema più ampio e duraturo.
Il manager non ha nascosto la speranza che la crisi possa rientrare rapidamente. “Il mio desiderio, come quello di molti, è che tutto si risolva rapidamente”, ha osservato. Ma subito dopo ha chiarito il punto che più preoccupa il gruppo: anche se gli effetti iniziali dovessero restare contenuti, l’instabilità potrebbe comunque lasciare strascichi pesanti sull’economia. “Se l’instabilità dovesse persistere, l’inflazione rappresenta un rischio concreto che temiamo possa verificarsi nel prossimo futuro”, ha aggiunto.
Per Stellantis il dossier è particolarmente delicato anche perché il gruppo ha una presenza importante proprio nell’area del Golfo. Filosa ha ricordato che negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita l’azienda sta già registrando alcune difficoltà e prevede “alcune perdite di volume”, che al momento vengono considerate gestibili. Il quadro, però, resta appeso all’evoluzione della crisi e alla sua durata.

Ed è qui che entra in gioco il secondo livello del problema. Se la tensione dovesse continuare, il rischio non riguarderebbe soltanto le vendite in quelle aree, ma l’intero sistema economico. Filosa lo ha detto senza giri di parole: “L’inflazione potrebbe durare a lungo o a breve termine a seconda di quanto a lungo persisterà questa volatilità nel sistema”.
