Stellantis accelera in Algeria e, al di là delle formule ufficiali, il segnale è chiarissimo: quando si tratta di crescere davvero, il gruppo guarda dove produrre costa meno, il mercato si muove più in fretta e le prospettive sono più redditizie. Mentre in Europa si discute, si rallenta e si arranca, il gruppo investe dove vede spazio per correre.
La seconda fase dell’ampliamento dello stabilimento Fiat di Tafraoui, vicino a Orano, è a nostro avviso una chiara scelta politica, strategica e simbolica. Perché racconta meglio di tante dichiarazioni dove Stellantis pensa di costruire il proprio domani. Secondo la filiale locale, la capacità produttiva salirà da 90 mila a 135 mila veicoli l’anno entro il 2028. Un balzo pesante, che conferma come l’Algeria non sia più una scommessa laterale, ma un perno sempre più centrale nella mappa industriale del gruppo.
Il piano prevede nuove linee di saldatura e assemblaggio, oltre a un nuovo reparto verniciatura. Insomma Stellantis sta mettendo radici dove trova condizioni più favorevoli e una fame di sviluppo che in Europa sembra ormai evaporata.

Samir Cherfan, responsabile operativo per Medio Oriente e Africa, ha parlato di “progressi rapidi e concreti”. E i numeri gli danno ragione: dai 17 mila veicoli prodotti nel 2024 si è passati a 53 mila nel 2025. Una crescita lampo, che racconta una fabbrica già lanciata e un gruppo deciso a spingere ancora di più sull’acceleratore.
Il punto più politico, però, è un altro: l’espansione porterà oltre mille nuovi posti di lavoro diretti e indiretti, insieme a nuove occasioni per fornitori e partner industriali algerini. Posti di lavoro, filiera, produzione, indotto: tutto ciò che in Europa si evoca da anni nei convegni, Stellantis lo sta costruendo altrove.

Finora il gruppo e i suoi fornitori hanno investito oltre 200 milioni di euro nella prima fase del progetto. L’impianto conta già quasi 2 mila dipendenti diretti e un livello di integrazione locale superiore al 30%. Per il 2026 il traguardo è vendere 90 mila veicoli, anche grazie all’avvio della Fiat Grande Panda. La domanda, allora, non è più se l’Algeria stia diventando strategica per Stellantis. Lo è già. Quella vera è un’altra: l’Europa vuole ancora essere una terra di industria o si accontenta di guardare i cantieri aprire altrove?
