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Stellantis rinvia il green e scarica il conto sul futuro: Net Zero spostato al 2050

Il gruppo ha ufficializzato il rinvio dell’obiettivo di neutralità carbonica dal 2038 al 2050

Antonio Filosa

Stellantis frena sulla transizione ecologica e lo fa con una scelta che pesa molto più di un semplice aggiustamento di calendario. Nel nuovo rapporto sulle politiche climatiche pubblicato a inizio aprile, il gruppo ha ufficializzato il rinvio dell’obiettivo di neutralità carbonica dal 2038 al 2050. Dodici anni in più, dunque, rispetto a quanto promesso nel piano Dare Forward 2030 dell’era Tavares. Una retromarcia netta, che segna già uno dei primi cambi di rotta più significativi della gestione di Antonio Filosa.

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Stellantis: Antonio Filosa rinvia di 12 anni l’obiettivo Net Zero

La nuova linea sarà inserita nel prossimo piano strategico e racconta un gruppo sempre meno disposto a inseguire obiettivi ambientali troppo ambiziosi se questi rischiano di pesare sui conti. Il messaggio, in sostanza, è chiaro: la sostenibilità resta importante, ma solo se non compromette la redditività. Nel documento, Stellantis lo dice senza troppi giri di parole, avvertendo che una corsa troppo rapida verso l’elettrico puro potrebbe produrre margini negativi.

Dietro questa revisione c’è una lettura più fredda del mercato, soprattutto europeo, dove l’adozione delle auto elettriche procede a una velocità inferiore rispetto alle attese. E così il gruppo sceglie di riallinearsi ai tempi più lunghi già adottati da altri grandi costruttori, come Toyota e Volkswagen, abbandonando di fatto la narrazione da pioniere della decarbonizzazione che aveva caratterizzato la precedente gestione.

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antonio filosa stellantis

Il nuovo traguardo intermedio prevede ora una riduzione delle emissioni complessive compresa tra il 20% e il 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2021. Una forbice ampia, che la stessa azienda giustifica con l’incertezza normativa e di mercato. Ma il punto più delicato è un altro: Stellantis ammette apertamente che questi nuovi parametri non sono più compatibili con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi, come previsto dall’Accordo di Parigi. Il gruppo sostiene di restare comunque in linea con la soglia dei 2 gradi, ma il ridimensionamento è evidente.

Non solo. Stellantis chiede anche maggiore flessibilità alle istituzioni europee, sostenendo la posizione dell’Acea per ottenere una media quinquennale nel calcolo degli obiettivi emissivi a partire dal 2028. Tradotto: meno rigidità, più tempo, più margine di manovra.

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Stellantis USA

La sensazione è che il gruppo abbia scelto di abbassare l’asticella ambientale in nome del realismo industriale. Dunque iniziano a delinearsi in maniera piuttosto chiara le nuove strategie del gruppo in attesa di conoscere il nuovo piano strategico per intero, cosa che avverrà il prossimo 21 maggio.