Lo stabilimento Stellantis di Cassino attraversa una delle fasi più difficili della sua storia recente. I dati del primo trimestre 2026 restituiscono infatti un quadro estremamente critico: appena 17 giorni di lavoro effettivo tra gennaio e marzo, con una media inferiore ai sei giorni al mese. Un risultato che non ha precedenti nemmeno nei momenti più complicati vissuti dal sito produttivo e che alimenta forti preoccupazioni per l’intero andamento dell’anno. Il secondo trimestre, inoltre, ripartirà soltanto il 13 aprile, visto che i cancelli sono chiusi dallo scorso 27 marzo.
Si tratta di una situazione che non ha precedenti per Cassino
Se la tendenza a Cassino dovesse restare questa, il 2026 potrebbe chiudersi con non più di 70 giorni lavorativi complessivi, segnando un ulteriore peggioramento rispetto al 2025, già considerato l’anno più difficile di sempre con 105 giornate lavorate. Anche i volumi produttivi confermano la frenata: dal 1° gennaio al 31 marzo sono uscite dalle linee appena 2.500 vetture, in un contesto appesantito da una domanda di mercato molto debole.
A lanciare l’allarme è Gennaro D’Avino, segretario provinciale della Uilm, che parla di una situazione non più rinviabile. Secondo il sindacalista, i numeri attuali rappresentano circa la metà rispetto allo stesso periodo del 2025 e fotografano uno stabilimento che rischia di restare fermo per la maggior parte dell’anno. Un quadro che pesa non solo sulla produzione, ma anche sul futuro occupazionale dell’intero indotto.

Il mese di aprile sarà decisivo per Cassino. L’8 aprile è previsto un vertice in Regione Lazio sulla vertenza Stellantis e sull’automotive del territorio, mentre il 15 aprile sarà un passaggio cruciale per i lavoratori delle aziende di servizi e logistica, come Trasnova, Logitech e Tecnoservice. Il 30 aprile scadrà infatti la proroga concessa a fine 2025 e, senza nuove soluzioni, per molti operai il rischio concreto è quello del licenziamento.
La tensione coinvolge anche i dipendenti diretti di Stellantis, con gli attuali ammortizzatori sociali in scadenza il 26 aprile. Lo sguardo è ora rivolto al 21 maggio, quando il CEO Antonio Filosa dovrebbe illustrare programmi, modelli e volumi destinati a Cassino. Per sindacati e lavoratori sarà un passaggio chiave: da quelle scelte dipenderà non solo il 2027, ma la prospettiva di rilancio attesa per il 2028.
