Il mondo dell’off-road si è fatto affollato. Ruote oversize, ganci di traino arancioni, carrozzerie squadrate. Chiunque abbia capito che il fuoristrada lifestyle vende, si è messo a vendere, appunto, fuoristrada lifestyle. Jeep, che questo mercato lo ha praticamente inventato, guarda la scena e non si preoccupa. O almeno, così dice.
A parlare è Vince Galante, vicepresidente del design degli esterni di Jeep, intercettato dai media all’Easter Jeep Safari 2026 di Moab, Utah, il posto dove si può capire davvero cosa sia una Jeep. Galante è diretto: il proliferare di imitatori, da India alla Cina fino ai marchi occidentali che hanno riscoperto l’estetica rugged, non lo spaventa. Al contrario, lo stimola. “Questo mi spinge a impegnarmi di più”, ha detto. E ci si crede, perché la robustezza, aggiunge, “è autenticamente parte di noi”, non un trend da inseguire, ma un’identità da difendere.

Il punto su cui Galante insiste, però, è più di una questione di stile. L’autenticità di Jeep non abita nei fari rotondi o nelle sette feritoie sul cofano, ma nel comportamento del veicolo. “Se funziona bene, se rimane uno strumento e se fa tutto ciò che si fa con una Jeep, non ci sono dubbi”. Forma e funzione, insomma, non sono sullo stesso piano: è la funzione a guidare la forma, non il contrario. Una distinzione che, in un mercato pieno di SUV che simulano l’avventura senza mai lasciare l’asfalto, non è banale.
Su Wrangler, Galante è quasi reverenziale. Lo paragona alla Porsche 911, un’icona che evolve senza mai tradire se stessa, e prende le distanze dal percorso che ha fatto Land Rover con la Defender, trasformata in qualcosa di radicalmente diverso dall’originale. Se la prossima generazione di Wrangler, attesa verso fine 2027, con produzione probabile entro il 2028, cambierà, lo farà per ragioni precise: prestazioni superiori, maggiore personalizzabilità.

E per capire cosa voglia davvero la gente, Galante legge i forum. Tutti. “Metà diceva: è la cosa migliore in assoluto. L’altra metà: è terribile”. Lui sorride e va avanti. Perché dividere, per Jeep, non è un problema. È una strategia.
