Una Ferrari F40 del 1989 sarà battuta all’asta a Monte Carlo, dagli specialisti di RM Sotheby’s, nella sessione di vendita di sabato 25 aprile 2026. Quando un’auto del genere torna sul mercato fa sempre notizia, specie se si tratta di un esemplare incredibile come quello destinato a passare sotto il martello del banditore. Fra i suoi punti di forza, lo stato di conservazione impeccabile e la percorrenza davvero bassa accumulata nel tempo: appena 1.799 chilometri.
Gli uomini della nota casa d’aste inglese dicono che questo è uno degli esemplari della specie migliori che abbiano mai visto. Per la loro professionalità, riconosciuta su scala planetaria, non possiamo che crederci. Ecco perché le quotazioni sono oltre la media. Gli esperti ipotizzano un valore di aggiudicazione fra 3.500.000 e 4.000.000 di euro, ma si potrebbe anche andare oltre, nonostante la vendita sia senza prezzo di riserva.
La Ferrari F40 destinata a passare di mano ha trascorso la maggior parte della sua esistenza in un deposito. Tra il 2022 e il 2024 è stata sottoposta a un accurato restauro meccanico da parte degli specialisti delle officine Michelotto. Si tratta di un esemplare non catalizzato e senza sollevatore anteriore di disimpegno. La consegna iniziale avvenne in Belgio, tramite la mitica concessionaria “Garage Francorchamps” di Jacques Swaters, a Bruxelles, quando le lancette del tempo segnavano il mese di dicembre del 1989.
Per 29 anni, questa fantastica “rossa” è stata conservata e custodita in un luogo asciutto e ben monitorato. Da nuova ha avuto solo due proprietari. Conserva telaio, carrozzeria, motore e cambio originali. Si distingue come uno degli esemplari più autentici e desiderabili dell’iconica supercar emiliana, entrata nel cuore della gente più di ogni altra, per la forza del suo inimitabile carisma. Contraddistinta dallo chassis numero 83620, questa magnifica creatura prese forma fra il 15 novembre e il 6 dicembre del 1989.

Configurata secondo le specifiche europee, dispone di aria condizionata e di finestrini discendenti, che la rendono visivamente più gradevole, ma pure usabile con minori apprensioni. Non ha, come dicevamo, né il catalizzatore né le sospensioni regolabili, il che è un plus nella dimensione collezionistica. L’attuale proprietario, che ha ora deciso di venderla, fece lo shopping nel mese di ottobre del 2021, diventando il secondo proprietario del gioiello alato in esame.
Per il lungo periodo di sosta in garage di questa Ferrari F40, appena ricevuta l’auto il tizio decise di affidarla immediatamente alle cure di Michelotto, grande specialista del modello, per eseguire un restauro. Ogni sforzo, nel corso dei lavori, è stato eseguito per preservare l’originalità della verniciatura esterna, mentre i componenti meccanici sono stati meticolosamente revisionati.
I lavori andarono avanti per circa un biennio, regalando alla vettura anche dei nuovi serbatoi, in un pacchetto di interventi ben più sostanzioso, comprensivo fra l’altro della revisione dei turbocompressori. Il tutto alla cifra di 165.000 euro, fatturati, come da documento fiscale allegato al lotto. Prima della consegna al futuro owwner, il venditore farà eseguire a sue spese un nuovo intervento di sostituzione della cinghia di distribuzione.
Chi entrerà in possesso di questo “giocattolo” da sogno potrà subito giovarsene, per delle esperienze dinamiche inebrianti o per partecipare ai concorsi di eleganza e ai raduni più prestigiosi del pianeta. Il recente restauro dovrebbe garantire le migliori performance in termini di apprezzamento del pubblico e di affidabilità al volante.
Ricordiamo che la Ferrari F40 nacque nel 1987 per celebrare i primi otto lustri di vista della casa di Maranello. A Volerla fortemente, in questa essenza, fu lo stesso Enzo Ferrari. Nonostante ad animarne le danze non ci sia un classico 12 cilindri, può essere vista come il testamento spirituale del fondatore, non solo perché fu l’ultima “rossa” a vedere la luce quando lui era ancora in vita, ma soprattutto per l’adesione impeccabile del prodotto alle dritte che aveva dato personalmente, al fine di celebrare al meglio una ricorrenza anagrafica di primaria importanza del suo marchio, del cui spirito divenne quindi ambasciatrice, ad imperitura memoria.
Incredibile lo splendore estetico della Ferrari F40, che inebria sin dal primo sguardo. Nessuna supercar nata prima o dopo di lei è riuscita a raggiungere i suoi stessi livelli di coinvolgimento. Aggressiva come un bolide da gare endurance, evoca le Sport degli anni settanta, ma ha anche un’armonia espressiva impeccabile, con flussi materici felicemente offerti alla visione. I suoi tratti sono sportivi ma al tempo stesso eleganti. Questa “rossa” ha un carattere estetico senza paragoni. Solo mostri sacri come la 250 GTO e la 330 P4 possono reggere il paragone con il suo fascino sublime. Io la amo in modo totale, assoluto. Come me milioni di persone in ogni angolo del mondo.
Pininfarina ha firmato un capolavoro assoluto, che incarna il meglio dell’estro creativo della specie umana. Il suo design meriterebbe la tutela dell’Unesco. Impossibile fare meglio. Se l’estetica è al top, non meno catalizzante è il resto, a partire dal motore. Stiamo parlando un V8 biturbo da quasi 3 litri di cilindrata, in grado di esprimere una potenza massima di 478 cavalli, con scariche di coppia adrenaliniche come non mai. Ogni colpo sul pedale del gas inchioda al sedile, regalando un sorriso a 36 denti.
Ovviamente per domare un purosangue di razza come questo bisogna saperci fare, perché la Ferrari F40 non concede a tutti i suoi limiti elevatissimi. Qui gli sbagli si pagano, a caro prezzo. Le metriche erano al top nel suo periodo storico, con un’accelerazione da 0 a 200 km/h in 12 secondi e da 0 a 1.000 metri in 21 secondi (ma alcuni tester fecero molto meglio). La punta velocistica si inoltra sopra la soglia dei 324 km/h. Oggi diverse auto sportive fanno meglio, molto meglio, ma la qualità della spinta e delle emozioni elargite dalla regina delle “rosse” non ha paragoni. Provare per credere.
Sublime l’armonia fra gli elementi, grazie all’unica mente pensante dietro il progetto: quella del compianto ingegnere Nicola Materazzi. Sulla Ferrari F40 non ci sono stonature. Qui ogni elemento dialoga fluidamente con gli altri, come in una composizione perfetta. Motore, cambio, assetto, sterzo, aerodinamica e telaio cantano all’unisono, per delle alchimie dinamiche di altissimo spessore, che hanno concorso all’affermazione del modello è al suo ingresso nei piani più alti della leggenda del “cavallino rampante”. Oggi la Ferrari F40 è più che mai un oggetto di grande collezionismo. Tutti la vogliono. Nonostante la produzione abbia superato le 1.300 unità, le quotazioni sono in costante ascesa ed hanno raggiunto valori stellari nelle ultime aste.
Fonte | RM Sotheby’s
