Un passo da berlina presidenziale, sei persone a bordo e due pneumatici che scoppiano simultaneamente sullo stesso lato a 120 km/h su ghiaccio. Questo è il biglietto da visita con cui Leapmotor presenta al mondo il D19, il suo SUV di punta che sarà lanciato ufficialmente il 16 aprile.
Il test, primo al mondo nella sua configurazione, è già diventato parte integrante della narrazione commerciale del veicolo, e in effetti è difficile liquidarlo come semplice operazione marketing. Superarlo a pieno carico (con due pneumatici esplosi, anzi è poco), a due velocità diverse, su fondo innevato, dice qualcosa sulla solidità del progetto.

Esteticamente, il D19 parla il linguaggio Leapmotor con la striscia luminosa ad “anello stellato”, i fari sdoppiati e un gruppo ottico posteriore passante che incorpora uno schermo ISD interattivo. Le dimensioni sono generose: 5,25 m di lunghezza, 1,99 m di larghezza, passo di 3,11 m.
All’interno, un AR-HUD da 60 pollici, schermo centrale flottante da 17,3 pollici, schermo entertainment 3K da 21,4 pollici per i passeggeri posteriori, frigorifero da 8,1 litri e sistema di profumazione intelligente con fragranze personalizzabili. Il sedile a gravità zero per il passeggero di seconda fila destra completa un abitacolo che strizza l’occhio all’utente che vuole sia tecnologia che comfort. I layout disponibili sono a 5, 6 o 7 posti.

Sul fronte tecnologico, il D19 debutta con due chip Qualcomm Snapdragon 8797 da 1280 TOPS ciascuno, che gestiscono sia il sistema di controllo dell’abitacolo sia il sistema avanzato di assistenza alla guida VLA.
Le motorizzazioni sono due. La versione EREV abbina un range extender 1.5T da 95 kW, firmato Aurobay, costola di Geely, a un pacco batterie CATL da 80,3 kWh con ricarica a 800V: autonomia elettrica fino a 500 km CLTC, potenza combinata di 536 CV, coppia alle ruote di 7850 Nm.
Il BEV spinge più forte. Architettura a 1000V, batteria da 115 kWh, 720 km CLTC di autonomia dichiarata, 724 CV di potenza combinata e 8770 Nm di coppia alle ruote. Numeri che, anche applicando il consueto sconto mentale ai cicli CLTC, restano difficili da ignorare. Nei piani, secondo diverse fonti cinesi e occidentali, c’è anche il debutto europeo. Non adesso, non in poco tempo, ma c’è.
