Era il 31 marzo 1901 quando Heinrich Opel mise a segno la sua prima vittoria nel mondo delle corse. Il sigillo della gloria, in questa sua espressione iniziale, giunse nella gara in salita di Königstuhl. L’auto protagonista del successo fu una ‘Motorwagen’ modificata. Da quel giorno sono passati (quasi) 125 anni. Un periodo lunghissimo, nel corso del quale il marchio del “blitz” è diventato un importante attore produttivo, ma anche un player di una certa brillantezza nel motorsport.
Ora si sta per aprire una nuova parentesi in questo ambito, con la partecipazione al Campionato Mondiale ABB FIA Formula E, che prenderà forma a partire dalla prossima stagione. La storia agonistica del costruttore tedesco, come già scritto, iniziò all’alba del XX secolo. Il trionfo sul Königstuhl, vicino a Heidelberg, in Germania, diede il via alla fortunata storia aziendale. La vettura era una Opel da 5 cavalli. Una potenza davvero bassa, ai limiti del ridicolo, ma resa più corposa dal peso piuma, ottenuto grazie all’asportazione di ogni elemento ritenuto superfluo, compresi parafanghi, pedane, luci e finiture.
Per aumentare la scorrevolezza, in una sorta di studio aerodinamico ante litteram, furono usate delle gonne laterali in pelle e una copertura al ginocchio aderente, che si estendeva dalla parte anteriore piatta fino alla parte superiore dei sedili. La vittoria raccolta in quella sfida di 4.5 chilometri, che si inerpicava sui monti con un grande dislivello, mise in luce la bontà delle intuizioni. Quell’auto si distinse anche per la grande affidabilità, visto che Heinrich Opel raggiunse la sede di gara e fece ritorno a casa con lo stesso veicolo.

Nel corso dei decenni, il marchio del “blitz” ha trovato espressione agonistica in un ampio ventaglio di specialità. Si spazia dalle prime gare in salita e su strada ai Campionati Europei e Mondiali Rally, fino alle corse in circuito con Formula Opel e Formula 3, senza dimenticare ovviamente il German Touring Car Masters (DTM) e il Campionato Internazionale Turismo (ITC). Nell’ambito della cosiddetta “transizione green”, Opel ha ideato un campionato monomarca “alla spina”, entrato nella storia grazie al fatto di essere il primo per vetture elettriche nell’ambito delle competizioni su strada. Ora si profila all’orizzonte una nuova stagione di sfide nelle prove speciali del cartellone agonistico, con la nuova Mokka GSE Rally.
Di questa vettura esiste anche una declinazione commerciale, destinata alle strade di tutti i giorni, per chi vuole vivere quotidianamente la connessione sensoriale col mondo delle corse, nel rigoroso rispetto delle norme del codice e del buonsenso. Parliamo di un’auto da 281 cavalli di potenza, giusto per dare un’idea. Ora si profila un altro impegno di primo piano nel mondo delle gare d’auto. L’Opel GSE Formula E Team sta lavorando intensamente, per preparare al meglio il debutto nelle sfide in circuito fra bolidi elettrici, atteso per la prossima stagione agonistica. Così la casa di Rüsselsheim vuole portare il suo impegno nel motorsport “alla spina” verso un livello più alto. L’obiettivo, probabilmente, è quello di dare linfa alle dinamiche commerciali dei modelli alimentati ad elettroni.

Tornando al lontano passato, doveroso ricordare la partecipazione di Fritz von Opel alla sfida dell’Avus del 1921, su una Opel 8/25 hp rosso fuoco, centrando il successo in modo imperioso. La lunga tradizione motoristica del “blitz”, però, raggiunse il suo apice tra gli anni ’70 e ’90. Già nel 1966 ci fu un felice antipasto, con il successo di Lille-Bror Nasenius nel Campionato Europeo Rally per auto turismo di serie, su Opel Rekord B.
La storia nei rally del marchio è indissolubilmente legata al nome Walter Röhrl che, assistito alle note da Jochen Berger, nel 1973 divenne vicecampione d’Europa al volante di un’Ascona. Nel 1974, la stessa coppia dominò la serie continentale, con sei vittorie assolute e 120 punti. Il titolo giunse con tre gare di anticipo.
Sempre Röhrl, insieme a Christian Geistdörfer, si aggiudicò il Campionato del Mondo Rally 1982 su una Opel Ascona 400 da 260 cavalli. Alla casa automobilistica tedesca non mancarono grandi successi anche in circuito, come quello ottenuto da Manuel Reuter e Opel nell’International Touring Car Championship (ITC) con la leggendaria ‘Cliff’ Calibra, quando le lancette del tempo segnavano l’anno 1996. Preziosa la vittoria raccolta da Reuter, Timo Scheider, Marcel Tiemann e Volker Strycek alla 24 Ore del Nürburgring del 2003, su Astra V8 Coupé. Ora una nuova avventura si apre all’orizzonte: quella in Formula E.







Fonte | Stellantis
