A Melfi torna al centro il problema dei componenti e della continuità produttiva. “Per mancanza di componenti, l’attività produttiva sarà sospesa dalle ore 6 alle 14 di martedì 24 marzo”: è questo il messaggio, inviato via WhatsApp ai lavoratori Stellantis nella serata precedente allo stop, che ha annunciato la sospensione del primo turno nello stabilimento lucano.
Nello stabilimento Stellantis di Melfi stop oggi al primo turno di produzione a causa della mancanza di componenti
La comunicazione, essenziale nei toni ma molto chiara nei contenuti, ha confermato una difficoltà che, secondo quanto riferiscono alcuni addetti, non sarebbe isolata. A Melfi il tema della disponibilità dei componenti si ripresenta già all’inizio della settimana e viene collegato alle difficoltà di approvvigionamento e a una gestione del just in time che continua a mostrare fragilità.
A incidere, secondo le testimonianze raccolte, sarebbe anche il disallineamento tra i diversi reparti produttivi. “Nonostante operiamo su 3 turni, non ce la facciamo a tenere i ritmi del Montaggio”, racconta un addetto dell’Unità Plastica. Il riferimento è a una distanza sempre più evidente tra ciò che alcuni reparti riescono a produrre e i volumi richiesti dalla linea finale.

Uno degli esempi più concreti riguarda la produzione dei cruscotti. “Di cruscotti ne riusciamo a fare massimo 150 a turno, mentre al Montaggio vanno con un impostato di 295”, spiega ancora il lavoratore. Un divario che, a quanto viene riferito, non riesce a essere compensato neppure con il lavoro su tre turni nei reparti di Plastica, Lastratura e Stampaggio. In una situazione già tesa, basta anche un fermo dei macchinari robotizzati per rallentare ulteriormente la ripresa e aggravare il ritardo.
A Melfi pesa poi anche la questione dell’approvvigionamento dei materiali. Dopo il ridimensionamento di una parte consistente delle produzioni nell’indotto di San Nicola, molte forniture arrivano oggi da fuori, in diversi casi anche dall’estero. Questo comporta tempi più lunghi, maggiore complessità operativa nei reparti dove alcune lavorazioni sono state internalizzate e un effetto a catena che si riflette sull’intera organizzazione della fabbrica.
Le difficoltà, inoltre, non si fermano alla sola linea produttiva. “Ci sono piazzali di auto a cui mancano dei particolari e che devono essere recuperate”, aveva spiegato nei giorni scorsi chi lavora nella parte finale del montaggio. Una situazione che evidenzia come le carenze di componenti possano tradursi anche in veicoli temporaneamente incompleti, da sistemare successivamente.

Insomma nonostante il ritorno del terzo turno e l’avvio della produzione dei nuvoi modelli a Melfi la situazione non pare migliorare soprattutto a causa di ritmi produttivi non allineati, approvvigionamenti più complessi, costi in aumento e una logistica più fragile. In questo contesto, anche il rilancio legato alla nuova Jeep Compass si misura con ostacoli che continuano a rallentare il percorso produttivo dello stabilimento lucano.
