Ralph Gilles guarda già oltre il prossimo ciclo di aggiornamenti e prova a disegnare la traiettoria futura dei 14 marchi Stellantis. Il responsabile del design del gruppo ha tracciato una visione ampia, che tocca alcuni dei nodi centrali dell’industria automobilistica: identità stilistica, accessibilità economica, ritorno di carrozzerie meno inflazionate e una ridefinizione del ruolo di diversi brand, soprattutto in Europa.
Gilles ha illustrato come Stellantis intende rinnovare i propri marchi a partire da Ram e Maserati
Partendo dal mercato nordamericano, Gilles ha espresso una posizione piuttosto netta sul design dei pick-up full size più recenti di Ram. Secondo il manager, molti modelli oggi puntano su un’immagine eccessivamente aggressiva, con frontali esasperati e un linguaggio visivo quasi intimidatorio. Un approccio che, a suo giudizio, rischia di risultare forzato e poco aderente all’identità reale di chi questi veicoli li acquista e li usa ogni giorno. Nel mirino ci sono le scelte stilistiche viste su alcuni modelli della concorrenza, ma anche l’idea stessa di un pick-up costruito per apparire “arrabbiato”.
È proprio da qui che dovrebbe partire il nuovo corso di Ram. La prossima generazione dei pick-up del marchio, già in fase di sviluppo, dovrebbe abbandonare quell’impostazione aggressiva per adottare una presenza su strada diversa, più moderna e proiettata in avanti. Gilles parla di un fascino più futuristico, capace di distinguersi senza dover ricorrere a eccessi formali. Nel quadro di questa strategia rientra anche la possibilità di un ritorno nel segmento dei pick-up di medie dimensioni, terreno su cui il nome Dakota continua a circolare con insistenza.
Sul piano tecnico, Gilles si mostra più prudente rispetto alla corsa verso l’elettrificazione totale dei truck. La sua impressione è che imporre il modello full electric a questo tipo di veicoli possa risultare prematuro, anche perché l’utilizzo reale dei pick-up segue logiche molto specifiche, legate a carico, autonomia e versatilità. Una posizione che riflette un approccio pragmatico più che ideologico.
Ma la riflessione del designer va ben oltre il mondo dei pick-up. Gilles riconosce apertamente una crescente “stanchezza da SUV”, percepita sia tra i clienti sia all’interno del mondo del design. Da una parte si intravede un possibile ritorno d’interesse per le berline, dall’altra i designer più giovani mostrano una certa preferenza per le hatchback, considerate più leggere, più divertenti da guidare e più adatte alla mobilità urbana.
Il vero nodo, però, resta quello dell’accessibilità. Per Gilles, oggi la sfida più difficile è creare auto che siano desiderabili ma anche economicamente raggiungibili. La direzione indicata è quella di un design più essenziale, capace di eliminare costi inutili e di concentrarsi su ciò che serve davvero. In parallelo, l’intelligenza artificiale potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra automobilista e veicolo, con interfacce sempre più evolute e una user experience pensata per rendere l’auto quasi “umana” nella relazione con chi la guida.
In Europa, secondo Gilles, il lavoro da fare riguarda soprattutto la definizione dell’identità dei marchi. Se Jeep, Dodge e Ram appaiono già riconoscibili e coerenti, brand come Fiat, Peugeot e Citroën devono evitare sovrapposizioni e tornare a costruire firme stilistiche più distinte. Alfa Romeo, invece, resta un caso particolare: un marchio affascinante, ma ancora da interpretare in un’epoca in cui il concetto stesso di prestazione sta cambiando per le nuove generazioni.

Infine Maserati, forse il capitolo più delicato. Gilles lascia intendere che il Tridente si stia preparando a una svolta profonda, quasi totale, con modelli futuri pensati come terreno di sperimentazione stilistica e tecnologica. Un cambio di passo netto, che potrebbe privilegiare innovazione e visione più che prudenza commerciale. Un segnale chiaro: nel futuro immaginato da Stellantis, il design non sarà solo immagine, ma uno dei principali strumenti per ridefinire il ruolo dei marchi.
