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Maserati, il sindaco di Modena chiede certezze: “Numeri preoccupanti”

Durante il Consiglio comunale del 5 marzo, il sindaco Massimo Mezzetti ha affrontato apertamente il tema

Maserati Modena

Il futuro di Maserati torna al centro del dibattito politico e industriale a Modena, dove cresce la preoccupazione per l’andamento produttivo del marchio e per le ricadute su occupazione, indotto e identità del territorio. Durante il Consiglio comunale del 5 marzo, il sindaco Massimo Mezzetti ha affrontato apertamente il tema, rispondendo a un’interrogazione della maggioranza e tracciando una linea chiara: servono scelte concrete, investimenti verificabili e una strategia capace di dare stabilità a uno dei simboli più forti della Motor Valley.

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Anche il sindaco di Modena mostra preoccupazione per il futuro dello stabilimento Maserati

Il punto di partenza, ha spiegato il sindaco, sono numeri che non consentono letture rassicuranti. L’andamento economico del marchio nel 2025 mostra infatti una flessione marcata, con un forte calo sia dei ricavi sia delle consegne, fino a riportare i livelli produttivi su soglie che non si vedevano da molti anni. Una contrazione che ha avuto conseguenze dirette anche sul lavoro, con il ricorso al Contratto di Solidarietà e con un impatto che non riguarda solo chi opera all’interno dello stabilimento, ma anche tutta la filiera che ruota attorno a Maserati.

Nel suo intervento, Mezzetti ha insistito su un punto che a Modena ha un peso particolare: Maserati non è solo un costruttore automobilistico, ma una parte importante della storia economica e industriale della città. Difendere il marchio, in questa lettura, significa difendere competenze altamente specializzate, occupazione qualificata, capacità tecnologica e un patrimonio produttivo costruito nel tempo. Per questo il Comune, pur non avendo un ruolo diretto nelle strategie di un grande gruppo internazionale come Stellantis, vuole continuare a far sentire la propria voce.

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Il sindaco ha però evitato sia i toni trionfalistici sia quelli rinunciatari. Ha riconosciuto alcuni segnali considerati incoraggianti, come il ritorno a Modena della produzione di GranTurismo e GranCabrio e la conferma del sito di viale Ciro Menotti come punto centrale per lo sviluppo tecnico e produttivo del marchio. Allo stesso tempo, ha chiarito che questi elementi da soli non bastano a garantire un vero rilancio. La credibilità del progetto, ha fatto capire, si misurerà sulla continuità dei volumi e soprattutto su un piano industriale preciso, con tempi, risorse e obiettivi chiari.

Proprio per questo, uno snodo decisivo sarà rappresentato dalla presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis, attesa nelle prossime settimane. Da quel passaggio dovranno emergere indicazioni più nette anche sul ruolo di Maserati dentro la strategia del gruppo e sul peso che Modena continuerà ad avere nel futuro del Tridente. Il Comune si è detto pronto a promuovere anche un Consiglio comunale tematico dedicato, non appena ci saranno elementi più concreti da discutere con istituzioni, parti sociali e rappresentanti del territorio.

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La vicenda Maserati, però, secondo Mezzetti non può essere letta come un caso isolato. Il sindaco l’ha inserita in un quadro più ampio di difficoltà dell’automotive italiano, segnato da un netto ridimensionamento della produzione nazionale negli ultimi anni. Il punto, ha osservato, non è soltanto una fase negativa del mercato, ma una perdita strutturale di capacità industriale che impone una riflessione più ampia sulle politiche nazionali ed europee per il settore.

Da qui l’appello al Governo, chiamato a svolgere un ruolo attivo nel confronto con Stellantis e nel sostegno all’intera filiera. Per Modena, il rischio non riguarda soltanto il destino di un marchio storico, ma la tenuta di un ecosistema industriale fatto di grandi aziende, piccole imprese, artigiani, centri di ricerca e professionalità costruite in decenni di lavoro. È questo il motivo per cui il tema supera i confini locali e assume un rilievo nazionale.

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Il dibattito in aula ha confermato quanto la questione sia sentita in modo trasversale. Da più parti è arrivata la richiesta di mantenere alta l’attenzione, di stare vicino ai lavoratori e di pretendere chiarezza dal gruppo. Sono emerse letture diverse sulle cause della crisi, tra chi punta il dito contro le strategie industriali, chi richiama le difficoltà dell’automotive europeo e chi invita a non semplificare il confronto attribuendo ogni responsabilità alla transizione ecologica. Ma su un punto il Consiglio è apparso sostanzialmente unito: Maserati resta un nodo centrale per Modena e il suo futuro non può essere affrontato con leggerezza.