Nel panorama dell’ingegneria automobilistica, Stellantis non è nuova a soluzioni fuori dagli schemi. Dai sistemi idropneumatici della Citroën DS alle sospensioni minimaliste della Citroën 2CV, fino agli esperimenti su pick-up come il Ram 1500, il gruppo ha spesso reinterpretato tecnologie tradizionali in chiave moderna. L’ultimo brevetto emerso, scovato da CarBuzz, conferma questa attitudine: riportare le balestre anche sulle autovetture.
Stellantis vuole riportare in auge le molle a balestra
Le molle a balestra, composte da più lamine d’acciaio arcuate sovrapposte, sono note per robustezza, semplicità costruttiva e costi contenuti. Ancora oggi trovano impiego su veicoli commerciali e mezzi pesanti, ma nel mondo delle auto sono state progressivamente abbandonate a causa della ridotta escursione e del comfort limitato.
Il nuovo progetto di Stellantis mira proprio a superare questo limite. Il brevetto descrive un sistema di fissaggio innovativo che prevede l’utilizzo di una fessura a T in cui alloggia il perno della molla. In condizioni normali, il perno resta nella parte inferiore della T; quando le sollecitazioni aumentano, una piccola molla supplementare consente al perno di spostarsi, ampliando l’escursione verticale. Il risultato, secondo la documentazione tecnica, sarebbe un incremento di almeno un pollice di corsa, con benefici in termini di comfort e qualità di marcia.
A differenza delle balestre trasversali adottate in passato su modelli come la Chevrolet Corvette pre-C8 o la Volvo XC90, la soluzione proposta da Stellantis segue uno schema longitudinale, quindi disposto parallelamente al senso di marcia del veicolo. Si tratta di un’impostazione tecnica più tradizionale sotto il profilo concettuale, ma reinterpretata con accorgimenti moderni per migliorarne il comportamento dinamico.
Questo approccio consente di semplificare l’architettura complessiva della sospensione posteriore, evitando l’impiego di complessi bracci di controllo superiori e inferiori necessari invece nei sistemi a balestra trasversale per garantire il corretto allineamento delle ruote. In altre parole, il nuovo schema punta a ridurre il numero di componenti, con potenziali vantaggi in termini di peso, costi produttivi e manutenzione, senza rinunciare alla precisione geometrica richiesta dalle moderne autovetture.

In un contesto in cui i costi industriali e le esigenze dei veicoli elettrici spingono verso soluzioni più semplici e leggere, il ritorno delle balestre non appare così anacronistico. Resta da capire se questo brevetto si tradurrà in produzione, ma il messaggio è chiaro: anche le idee del passato possono trovare nuova vita nell’automobile del futuro.
