Sulla carta, la Fiat 600 aveva tutte le credenziali per diventare una protagonista del segmento B-SUV, oggi uno dei più combattuti e strategici in Italia e in Europa. Dimensioni compatte, posizione di guida rialzata, motorizzazioni elettrificate e un nome storico capace di evocare emozioni forti. Eppure, a oltre due anni dal debutto, il percorso commerciale del modello appare meno lineare di quanto ci si potesse aspettare. Basti pensare che come vi abbiamo scritto questa mattina tra i tre B-SUV di Stellantis è quello che sta raccogliendo meno.
Fiat 600: le sue vendite non sono un flop ma nemmeno brillanti
I numeri parlano chiaro: dal lancio nel 2023 fino alla fine del 2025, in Italia sono state immatricolate circa 29.000 unità tra versioni ibride ed elettriche. Tradotto in media mensile, poco più di mille auto. Non un flop, ma nemmeno quel risultato brillante che ci si attendeva da un modello chiamato a rappresentare il rilancio del marchio in un segmento centrale.
Dal punto di vista tecnico, la Fiat 600 non delude. Il mild hybrid da 145 CV – affiancato dalla variante da 110 CV – offre prestazioni adeguate, con uno 0-100 km/h in circa 8,5 secondi nella versione più potente e una guida fluida, adatta alla città come ai percorsi extraurbani. Fiat 600e adotta un motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 156 CV (115 kW), capace di sviluppare 260 Nm di coppia. L’energia è fornita da una batteria agli ioni di litio con chimica NMC da 54 kWh, di cui 51 effettivamente utilizzabili. Secondo il ciclo WLTP, l’autonomia dichiarata nel combinato può raggiungere un valore compreso tra 400 e 409 chilometri. Qualcuno però pensa che la mancanza di un motore a benzina 100%, che comunque sta per arrivare, abbia influito su questi dati non particolarmente esaltanti.
Il comfort è uno dei suoi punti di forza: l’abitacolo è ben insonorizzato e l’assetto privilegia la comodità. È un’auto pensata per l’uso quotidiano, senza eccessi ma con una buona dotazione tecnologica.

Il vero nodo, però, è il posizionamento. Il listino della versione ibrida parte da circa 26.000 euro, ma superare i 30.000 con allestimenti completi è facile. Molto più costosa l’elettrica. In un mercato estremamente sensibile al prezzo, questa soglia la mette in competizione diretta non solo con rivali di altri marchi, ma anche con modelli tecnicamente affini all’interno dello stesso gruppo. Quando le differenze si riducono a dettagli di stile o immagine, la scelta diventa più complessa per il cliente.
C’è poi un elemento meno tangibile ma altrettanto importante: il peso del nome. “600” non è una sigla qualsiasi. È un simbolo della motorizzazione italiana, legato a un’idea di auto accessibile, semplice e popolare. La nuova Fiat 600 è un prodotto moderno e coerente con il family feeling Fiat, ma forse non interpreta fino in fondo quell’immaginario collettivo. Le aspettative, forse, erano diverse.
Alla fine, la Fiat 600 non è un’auto sbagliata. È equilibrata, ben costruita e piacevole da guidare. Ma in un segmento affollato, dove l’identità conta quanto il prezzo, trovare il proprio spazio richiede un messaggio chiaro. E oggi la sensazione è che il pubblico stia ancora cercando di capire esattamente cosa rappresenti questa nuova Fiat 600.
