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La Ferrari Testarossa di una ragazza che la cura personalmente, in prova con Jay Leno | Video

Auto speciali come la Ferrari Testarossa fanno perdere la testa a tutti, senza barriere anagrafiche.

Ferrari Testarossa
Screen shot da video YouTube Jay Leno's Garage

La puntata più recente del format “Jay Leno’s Garage” profuma di emozioni, perché entra nel cuore della passione più genuina. Protagonista delle riprese, insieme al divo statunitense, è una Ferrari Testarossa. Fin qui nulla di insolito rispetto a quanto già visto su quel canale YouTube, ma ci pensa una ragazza a fare la differenza. Si chiama Victoria Bruno.

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Nonostante la giovane età, è lei la proprietaria della supercar di Maranello. Anche questo potrebbe rientrare nell’ordine naturale delle cose, in certi ambienti. Qui, però, la storia non è quella di una ricca ereditiera o di una influencer di successo, come si potrebbe pensare in prima battuta.

Victoria è infatti la proprietaria di un’officina e lei stessa ha eseguito il restauro dell’auto. Laureata al prestigioso McPherson College (l’unica università americana che offre un corso di laurea quadriennale in restauro di auto), è una specialista della materia. Alla competenza unisce un trasporto emotivo fuori dal comune. In lei si percepisce l’amore per il modello e per il suo lavoro. Una liaison che conferma quanto la capacità di prendersi cura della propria auto sia una vera ricchezza, come sottolinea Jay Leno.

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La Ferrari Testarossa in suo possesso è del 1987. Di colore nero, con interni neri, si offre alla vista con un abbinamento cromatico vocato al mistero, che spegne parte della felice esuberanza visiva della creatura emiliana disegnata da Pininfarina. Auto del genere, a mio avviso, meriterebbero tinte vistose come il rosso o il giallo (ma pure il bianco alla “Miami Vice” va bene), per dare opportuno risalto alle complesse trame visive, che si perdono in parte nei colori scuri, ma ognuno ha i suoi gusti.

Anche nera, comunque, la Ferrari Testarossa è di uno splendore inaudito. Victoria l’ha scelta così. Quando l’ha presa aveva sole 12 mila miglia originali. Veniva però da un periodo ultraventennale di assoluto riposo. Evidente che la creatura emiliana necessitasse di alcune cure meccaniche, per tornare nella piena efficienza. Il lavoro di ripristino dell’anima propulsiva è stato eseguito direttamente da lei. Nel video, Jay Leno spinge l’appassionata ragazza sul terreno dell’analisi degli interventi e degli approfondimenti tecnici, mettendo a fuoco in particolare le ragioni della sua preferenza per l’iniezione meccanica Bosch, che apprezza più di quelle elettroniche complesse dei nostri giorni.

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Ferrari Testarossa
Screen shot da video YouTube Jay Leno’s Garage

La Ferrari Testarossa è una delle mie auto preferite in assoluto, insieme alle F40 e GTO. Sono le sportive da sogno della mia giovinezza. Ad ognuna di esse (un po’ meno, purtroppo, alla GTO) sono legato da inebrianti esperienze dirette, intense e durature. A differenza delle altre due, l’auto protagonista dell’articolo ha un’indole meno sportiva, nonostante il look da prototipo per la 24 Ore di Le Mans. Questa opera d’arte a 12 cilindri è infatti una granturismo orientata al comfort, che regala piacevolissime trasferte anche ad ampio raggio. La pista non è il suo mondo: i progettisti pensarono a un mezzo estremamente veloce, ma diverso da quelli studiati per segnare riferimenti cronometrici da primatista fra i cordoli. Altra la sua missione. Lo si deduce anche dal lussuoso allestimento dell’abitacolo, con pelle Connolly di prima scelta a profusione.

In manovra e in mezzo al traffico la pesantezza dello sterzo affatica, ma è un dazio comprensibile per un “giocattolo” del genere, soprattutto contestualizzandolo nel suo periodo storico. Anche la posizione di guida è lontana dalla perfezione ergonomica, ma va bene così: fa parte del suo appeal. Questi piccoli limiti scompaiono del tutto una volta acceso il motore o, più semplicemente, dopo aver posato gli occhi sulle sue linee da capolavoro d’arte, firmate Pininfarina. Negli anni ottanta tutti volevano una Ferrari Testarossa. Alcuni hanno coronato il sogno di acquistarla, altri si sono dovuti accontentare di un poster in camera o di un modellino in scala.

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Presentata nel 1984, per sostituire la 512 BB, questa supercar è entrata subito nell’immaginario collettivo, con la forza travolgente del suo design rivoluzionario, allineato all’esuberanza di quel periodo storico. Lo specchio di coda e la vista di 3/4 posteriore restano ancora oggi delle prove creative di insuperata bellezza. Anche le altre prospettive di osservazione sono all’altezza. Pure il frontale, un po’ sottotono rispetto alle altre trame del corpo grafico, ha una sua logica e con il suo semplice splendore prepara alla forza espressiva del resto, introducendo con grazia alla sua magia.

Il compito di alimentare le danze della Ferrari Testarossa è affidato a un cuore V12 da 4.942 centimetri cubi di cilindrata, con angolo di 180 gradi fra le bancate, dotato di 4 valvole per cilindro. La potenza massima si spinge a quota 390 cavalli, per una velocità di punta nell’ordine dei 290 km/h. Sublimi le musicalità meccaniche. A consegnare questa sportiva alla leggenda ci ha pensato anche il mondo del cinema, che più volte ha fatto ricorso alla sua presenza. La serie televisiva alla quale ci collega in modo inscindibile è quella di “Miami Vice”, dove il modello guadagnò un ruolo di primo piano, diventandone quasi il simbolo. A voi lo spettacolare video di “Jay Leno’s Garage”. Buona visione!

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Fonte | Jay Leno’s Garage