Nei giorni scorsi aveva fatto scalpore la notizia che Stellantis aveva invitato i suoi fornitori del torinese a seguirla in Algeria. Il gruppo automobilistico aveva subito precisato che non si trattava di una delocalizzazione come invece temuto da sindacati. Questa mattina a Torino è avvenuto l’incontro con oltre 100 imprese fornitrici molte delle quali si sono dette assai interessate alle proposte del gruppo automobilistico del CEO Antonio Filosa.
Stellantis ha parlato all’Unione Industriali Torino delle opportunità di investire in Algeria
«Stellantis Algeria, accogliendo un nostro invito, ha preso parte questa mattina a un incontro che ha coinvolto oltre cento aziende del territorio piemontese». Lo ha dichiarato Giorgia Garola, vicepresidente dell’Unione Industriali Torino, commentando l’appuntamento che ha messo a confronto la filiera automotive locale con i vertici della realtà nordafricana del gruppo.
«L’iniziativa rientra nel lavoro continuo dell’Unione Industriali Torino a supporto della crescita delle imprese del settore automotive. Occasioni di confronto come questa permettono di rafforzare la presenza industriale europea in Africa e di costruire rapporti duraturi basati su qualità, affidabilità e capacità di innovare», ha sottolineato Garola.

Secondo la vicepresidente, «per le aziende torinesi della componentistica coinvolte, tutte ad alto contenuto tecnologico, si tratta di una concreta possibilità per estendere la propria attività sui mercati internazionali e partecipare a processi di innovazione sostenibile». Dal canto suo, Stellantis Algeria ha ribadito l’obiettivo di sviluppare il proprio tessuto produttivo locale: «Stiamo costruendo un ecosistema industriale in Algeria e intendiamo creare nuove opportunità di business per le aziende italiane interessate al mercato algerino».
L’incontro tenutosi oggi all’Unione Industriali di Torino tra Stellantis Algeria e circa cento fornitori del territorio torinese non è legato a processi di delocalizzazione né a produzioni destinate all’export verso l’Europa. A chiarirlo è un portavoce di Stellantis, che ha precisato come l’obiettivo dell’iniziativa sia quello di sviluppare un modello produttivo pensato esclusivamente per il mercato algerino.
Secondo quanto spiegato dal gruppo, il confronto è nato dalla consapevolezza del ruolo strategico che le aziende italiane dell’indotto automotive possono avere nella crescita del settore in Algeria. Proprio per questo, alla missione hanno partecipato anche alcune imprese algerine, così da favorire un dialogo diretto e concreto tra i diversi attori della filiera.
L’iniziativa rientra nella più ampia strategia di Stellantis volta a costruire un ecosistema industriale locale, basato su sinergie e partnership solide. Durante l’incontro sono state illustrate varie opportunità di collaborazione, che spaziano dalle forniture tecnologiche e dei macchinari alla produzione di componenti, fino a possibili investimenti diretti nello sviluppo industriale sul territorio. Stellantis ha ribadito che ciò che viene prodotto in Algeria è destinato al mercato algerino e che l’ecosistema nordafricano non è in concorrenza con quello europeo.
Il gruppo è attivo nel Paese con lo stabilimento di Tafraoui, dove nel 2025 verranno assemblati i modelli Doblò Van e Doblò Panorama, mentre è in preparazione la produzione della Fiat Grande Panda. L’obiettivo è raggiungere una capacità complessiva di 90 mila unità entro il 2026.

Stellantis ha inoltre messo in evidenza di essere impegnata nel rafforzamento della propria presenza industriale in Algeria, puntando a consolidare l’intera filiera produttiva e ad andare oltre un modello limitato al solo assemblaggio dei veicoli, così da creare valore sul territorio in linea con le normative locali. Il gruppo ha ringraziato l’Unione Industriali Torino per il coinvolgimento nell’iniziativa, che mira a offrire nuove prospettive alle imprese italiane all’interno di un percorso di internazionalizzazione, testimoniato anche dalla partecipazione di Simest e delle autorità algerine per gli investimenti.
Di segno opposto la posizione dei sindacati metalmeccanici, che in una lettera-appello esprimono forte preoccupazione per il rischio di incentivare produzioni all’estero. Secondo le sigle, Torino deve restare centrale nella transizione dell’automotive, attraverso investimenti locali capaci di tutelare occupazione, competenze e futuro industriale del territorio.
