in ,

Ferrari GTO venduta a prezzo record a Rétromobile 2026

Certe auto sono così affascinanti da non conoscere limiti, nemmeno nella corsa ai rilanci.

Ferrari GTO
Foto da profilo Facebook Gooding Christie's

Una Ferrari GTO del 1984 scrive una cifra record accanto al suo nome, migliorando ulteriormente le incredibili performance ottenute dallo stesso modello negli ultimi tempi. Si vede che l’interesse nei suoi confronti è molto alto nell’universo dorato del collezionismo. Del resto, parliamo di una delle auto più iconiche di tutti i tempi, di una regina delle supercar.

Advertisement

Nel caso specifico, a far lievitare la cifra di aggiudicazione ha concorso la bassa percorrenza accumulata dall’esemplare passato sotto il martello del banditore: solo 1.500 chilometri certificati. Davvero pochi, anche per un’auto esclusiva come questa, destinata a non essere utilizzata con grande frequenza.

La sportiva di cui ci stiamo occupando è stata battuta all’asta dagli specialisti di Gooding Christie’s, nella sessione di vendita di Rétromobile 2026, andata in scena ieri a Parigi. Gli esperti avevano ipotizzato per il prestigioso lotto una cifra di aggiudicazione compresa fra 6.000.000 e 7.000.000 di euro, ma le cose sono andate ancora meglio. L’acquirente ha spinto molto più in alto i rilanci, portando il prezzo finale a quota 9.117.500 euro. A memoria non mi risulta che altri esemplari della stessa famiglia siano passati di mano a cifre maggiori.

Advertisement

Tutti gli appassionati sanno quanto grande sia l’amore per la Ferrari GTO del 1984, che ha aperto il cantiere delle supercar del “cavallino rampante”, attualmente rappresentato in listino dalla F80. Di tutta questa famiglia, l’ultra-quarantennale coupé in esame è una delle espressioni più sensuali ed esclusive, essendo stata partorita in un numero di esemplari inferiore alle altre. Anche se sono state superate le 200 unità inizialmente previste per ottenere l’omologazione in Gruppo B, i 272 “pezzi” complessivamente partoriti sono meno numerosi di quelli delle sorelle top di gamma nate dopo di lei nello stesso filone.

Questo rende estremamente difficile l’acquisto, da usata, anche in virtù del fatto che i felici possessori difficilmente se ne separano, nonostante le quotazioni in costante ascesa, che potrebbero fingere da ammaliante sirena per cedere alle debolezze verso il vile denaro. La Ferrari GTO proposta da Gooding Christie’s alla cinquantesima edizione di Rétromobile Paris ha dato una grande opportunità di shopping ai cultori più facoltosi del modello. Questi si sono presentati all’appello a ranghi allargati e con spirito molto agguerrito, per cercare di assicurarsi il fantastico “giocattolo”, stella brillante del catalogo d’asta. L’esemplare ha scatenato una corsa al rialzo, che ha portato alla cifra record esposta in precedenza.

Advertisement

Custodita nel tempo da 2 soli proprietari, l’auto emiliana era rimasta nella stessa famiglia per oltre 30 anni. Stiamo parlando di quella con telaio ZFFPA16B000052471. Da nuova era stata acquistata, attraverso la concessionaria ufficiale Sa.Mo.Car S.p.A. di Roma, dal dott. Vincenzo Garraffa, residente in Sicilia, che la conservò fino al 1994, quando passò nelle mani di un broker, collezionista ed ex team manager di Formula 1. Ora si appresta ad entrare in un nuovo garage, coccolata probabilmente con le stesse attenzioni di prima. Il suo stato di forma è eccezionale. Dotata di Libretto Rosso Ferrari Classiche (2024), questa vettura è una vera seduttrice.

La Ferrari GTO ha un fascino magnetico, davvero irresistibile. Con lei ha preso le mosse quella linea di prodotto che annovera nelle sue file mostri sacri come le F40, F50, Enzo, LaFerrari ed F80. Il suo progetto stilistico, firmato Pininfarina, è di uno splendore unico, oserei dire sublime. Poche altre opere dell’ingegno e dell’estro creativo umano sono in grado di competere con lei in termini di fascino. Questa vettura entra nel cuore dalla porta principale e si fissa in forma perenne nel suo nucleo.

Advertisement

L’incedere dei lineamenti e il flusso dei volumi sono di natura quasi divina. Impossibile non innamorarsene. Nel suo corpo grafico si sigilla una miscela perfetta di sportività ed eleganza. Tutto è perfettamente amalgamato al resto, senza elementi di disturbo o discutibili soluzioni di continuità. Ogni elemento si trova esattamente dove dovrebbe essere.

Portata al debutto al Salone dell’Auto di Ginevra del 1984, la Ferrari GTO si è subito insediata in cima ai sogni di ogni essere umano amante della bellezza. I manager del “cavallino rampante” ebbero coraggio nel riproporre un’auto con la sigla di Gran Turismo Omologata, dopo la leggendaria 250 del 1962. Molto alti i rischi connessi a un simile atto di ardimento, ma alla vista della nuova nata nessuno ebbe qualcosa da ridire, perché la celebrante non sviliva certo la celebrata, anzi ne onorava in modo luminoso la memoria, benché priva di una carriera sportiva.

Advertisement

Alcuni le diedero l’appellativo non ufficiale di 288, per sottolineare la natura del motore da 2.8 litri, ad 8 cilindri. Questo cuore, di natura biturbo, sviluppa una potenza massima di 400 cavalli, erogati a 7.000 giri al minuto. Travolgente la loro corsa, che regala scariche di adrenalina della miglior specie, con l’aiuto di un peso pari a soli 1.160 chilogrammi. Un dato reso possibile dal largo uso di materiali speciali, come il kevlar, prova tangibile della stretta connessione col mondo delle corse.

Di riferimento, nel suo periodo storico, le metriche prestazionali della Ferrari GTO, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4.9 secondi e da 0 a 1000 metri in 21.7 secondi. La velocità massima si spinge oltre quota 305 km/h. Niente male, vero? Anche oggi numeri del genere fanno una certa impressione, ma sono i piacevoli brividi sensoriali a collocarla sopra la gran parte delle supercar odierne, nonostante le performance nettamente migliori messe a segno da queste ultime.

Advertisement

Sulla Ferrari GTO la guida è analogica, umana, vera e senza filtri. Un valore aggiunto senza prezzo. Questa sportiva del “cavallino rampante” ha scritto un’epoca, insieme a Testarossa ed F40, spingendo i sogni degli appassionati ad un livello mai visto dopo e forse neppure prima. Oggi averne una in garage è un’emozione stellare. Impagabile la possibilità di ammirarla quando si vuole e di farsi un giro a piacimento, godendo in pieno della sua magia.

Fonte | Gooding Christie’s

Advertisement