in ,

Fiat 124 berlina: 60 anni di vita nel 2026

Alcune auto non hanno brillato come le stelle, ma hanno svolto con grande dignità il loro compito, come la Fiat 124.

ZCsg^akBgMlhVSn&$L*8qNs5
Foto Stellantis Heritage

Non è un’auto che fa sognare, ma la Fiat 124 è entrata nel cuore di molti possessori. Fra i suoi punti di forza, la grande affidabilità. Ancora oggi c’è chi la usa in modo regolare, in alcuni paesini di montagna, senza particolari interventi di manutenzione. Presentata nella primavera del 1966, questa berlina si appresta a spegnere le 60 candeline. Un anniversario importante, che merita di essere celebrato.

L’obiettivo dei manager del marchio torinese, quando definirono i target progettuali, era quello di offrire un modello che potesse intercettare le esigenze della media borghesia. L’input fu interpretato in modo coerente dagli ingegneri, che svilupparono una berlina dalle linee moderne e squadrate, sana dal punto di vista meccanico e in grado di offrire un certo livello di comfort. Il grande successo commerciale raccolto dal modello fu la prova dell’efficacia del lavoro svolto.

La Fiat 124 rimase in listino fino al 1974, quindi con una discreta longevità. Rispetto alle antesignane proposte dalla stessa casa automobilistica aveva una marcia in più sul piano dei contenuti. Notevole, come già scritto, l’affidabilità di questa vettura, che appagava anche sul fronte della guida, grazie al comportamento sano di cui era interprete. Fra i 3 progetti messi sul piatto da Dante Giacosa, venne approvato quello con motore anteriore e trazione posteriore. Il più corretto per i tempi.

Advertisement

Nata per prendere il posto della “1300”, la Fiat 124 si offriva alla vista con tratti molto geometrici, che non lasciavano molto spazio al godimento visivo, anche se non dispiacevano affatto. Diciamo che le sue forme non facevano sognare, ma tutto sommato non puntavano neppure a questo. L’obiettivo era quello di incastonarla bene nel suo segmento di mercato, cosa che avvenne con esito felice.

Fiat 124 berlina
Foto Stellantis Heritage

Sotto il cofano anteriore di questa berlina a quattro posti trovava spazio un motore di nuova concezione. Parliamo di un quattro cilindri in linea da 1.197 centimetri cubi di cilindrata, alimentato da un carburatore, che poteva sviluppare 60 cavalli di potenza massima. Questo cuore, firmato da Aurelio Lampredi, garantiva una discreta verve e un ottimo livello di robustezza. A supportarlo nell’azione provvedeva un cambio manuale a quattro rapporti.

Advertisement

Notevole la vivacità, testimoniata dallo scatto da 0 a 100 km/h in meno di 14 secondi e dalla punta velocistica superiore ai 140 km/h. In quegli anni erano dati considerevoli, specie in relazione alla cubatura del cuore e alla stazza del veicolo. Efficace l’azione frenante garantita dall’impianto completamente a disco, non così comune nel suo segmento di mercato, in quel periodo storico.

In linea con lo spirito aziendale, la Fiat 124 era un’auto parca nei consumi. Anche qui il contenimento dei costi di gestione era stato inserito fra i parametri prioritari in fase di sviluppo del prodotto, con esito fruttuoso. Dopo la berlina giunsero la versione Familiare e poi le Sport Coupé e Spider, di cui ci occuperemo in altra circostanza.

Advertisement

Qui le nostre attenzioni vanno alla berlina a quattro porte, che si appresta a compiere il sessantesimo compleanno. Il traguardo è ormai alle porte. Solo poche settimane ci separano dal suo raggiungimento. Onorare questa ricorrenza anagrafica è doveroso, per il peso specifico avuto dal modello nel suo segmento di mercato.

Fiat 124 berlina
Foto Stellantis Heritage

La Fiat 124 regalò buone soddisfazioni commerciali alla casa madre. Piacque per il suo taglio moderno e per i contenuti allineati alle esigenze della clientela. Ancora oggi c’è chi la ricorda con nostalgia, pur non essendo, come già scritto, un mezzo capace di far sognare. Nel 1967 giunse per lei il premio “Auto dell’Anno”, a riprova della bontà dei contenuti offerti dal modello. Mai, prima di allora, la casa torinese aveva vinto l’importante riconoscimento. Nello stesso anno la vettura in esame fu irrobustita ulteriormente e ricevette un leggerissimo lifting interno, di natura fondamentalmente cromatica.

Advertisement

Il 1968 segnò l’esordio della 124 Special, con un abitacolo più raffinato e di diversa foggia. Esteticamente giunsero alcune revisioni, per annunciare lo step evolutivo. Il cambiamento più evidente fu l’introduzione dei quattro fari anteriori, che davano maggiore presa scenica al corpo grafico. Qui il motore cresceva a 1.438 centimetri cubi di cilindrata, per una potenza massima di 70 cavalli, 10 in più dell’allestimento “standard”. Sul fronte dell’alimentazione, si segnala l’arrivo di un nuovo carburatore Weber a doppio corpo, Anche le sospensioni furono riviste.

Due anni dopo, quando le lancette del tempo segnavano il 1970, giunse un lieve restyling della berlina base, riconoscibile soprattutto per la nuova griglia frontale. Fu lanciata anche la versione “Special T”. Il motore monoalbero da 1.4 litri fu affiancato da un bialbero da 80 cavalli, che spingeva la berlina torinese, nell’ultima veste citata, fino a una punta velocistica di 160 km/h.

Advertisement

Al 1972 risale l’ultima rivisitazione stilistica della Fiat 124, che la accompagnò fino al congedo di mercato. Piccoli i cambiamenti apportati: su tutti si segnalano la diversa mascherina e i due fari tondi. Nell’abitacolo giunsero nuovi rivestimenti, più raffinati di quelli in uso prima. Sul fronte propulsivo, gli ingegneri misero in campo delle azioni mirate, per affinarne le doti.

Il risultato? Ben 5 cavalli in più su tutte le versioni. Un’aggiunta di brio che non pesò più di tanto sui consumi. Si affiancò alle sorelle (a quel punto minori) la versione “Special T 1600” da 1.592 centimetri cubi di cilindrata, in grado di erogare 95 cavalli di potenza massima, che spingevano l’auto fin oltre i 170 km/h. Fu il canto del cigno per la Fiat 124. La 131 prese il suo posto in listino. Ebbe esordio una nuova storia.

Advertisement