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Fiat 750 Pulidori: l’auto rara e sconosciuta in vendita a Rétromobile 2026

Alcune auto sono fuori dai radar della conoscenza comune, ma questo concorre al loro appeal.

Fiat 750
Foto da profilo Facebook Gooding Christie's

L’appuntamento con Rétromobile 2026 è sempre più vicino all’orizzonte. Assieme ad esso quello con l’asta di auto speciali di Gooding Christie’s, che andrà in scena nella stessa cornice, a Parigi, il 29 gennaio prossimo. Fra le auto inserite nel catalogo di vendita si ritaglia il suo spazio una Fiat 750 Pulidori del 1947. Non si tratta di una vettura partorita dal costruttore torinese, ma di un’audace rivisitazione, fatta a partire dai suoi modelli precedenti.

Gli anni in cui prese forma erano quelli dell’immediato dopoguerra, quando l’entusiasmo e la voglia di ripartire avvolgevano il sentimento comune. In questo quadro, i piccoli artigiani si distinguevano, come una delle categorie sociali più attive. Un rappresentante del gruppo, il meccanico e preparatore toscano Dario Pulidori, si avventurò nello sviluppo di un’auto da corsa realizzata a partire da una Fiat 500, per farla competere nella classe 750, che all’epoca aveva un suo seguito. Per alimentarne le danze fu scelto un motore Giannini di quella cubatura.

L’esemplare proposto alle mire dei possibili acquirenti, con telaio 105121, disputò la 1000 Miglia del 1947, con il numero di gara 46. Nell’abitacolo, insieme al suo ideatore, c’era Giuseppe Cioni, compagno d’avventura nella “Freccia Rossa” di quell’anno. Non possiamo sicuramente parlare di una bella auto, ma la Fiat 750 Pulidori suscitava simpatia, un sentimento che si rinnova nel presente alla visione del mezzo.

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I tratti si snodano con un taglio espressivo ad “ala ciclabile“. Questa foggia non nacque da accurati studi in galleria del vento, ma puntava ad orientare la barchetta in esame verso l’efficienza, facendo leva sulla sensibilità di chi ne plasmò il corpo, rigorosamente a mano, più che su studi ingegneristici raffinati.

All’Expo Parigi Porte de Versailles, in occasione di Rétromobile 2026, forse non si scatenerà una febbre acuta nei suoi confronti, ma l’interesse per il lotto non dovrebbe mancare, complice anche l’estrema rarità. Pare che questa sia l’unica Fiat 750 Special sopravvissuta con carrozzeria Pulidori. Ad animarne la danze provvede un motore a 4 cilindri in linea da 750 centimetri cubi di cilindrata, capace di imprimere una buona spinta, per la leggerezza del veicolo.

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L’energia del cuore giunge al suolo tramite un cambio manuale a 4 marce. Sono indipendenti le sospensioni anteriori, mentre dietro c’è un assale rigido. Questa vettura, sviluppata su telaio Fiat 500, prese parte, come già scritto, alla 1000 Miglia del 1947, con Dario Pulidori e Giuseppe Cioni. I resoconti dell’epoca parlano di una leadership detenuta da Brescia fin quasi a Roma, che solo il ritiro a quel punto della gara fece evaporare.

Lo stesso equipaggio prese parte anche alla Coppa della Toscana del 1950. Probabilmente, nel periodo intermedio, ci furono altre esperienze agonistiche, magari da ricercare negli archivi storici, per acquisire elementi di conoscenza oltre la documentazione di corredo al mezzo attualmente disponibile.

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Nella piccola Fiat 750 Pulidori c’è tutto lo spirito delle auto da corsa di piccola cilindrata che si confrontavano nei sentieri agonisti sul finire degli anni quaranta. Oggi questo “giocattolo” su a quattro ruote può diventare una scelta appetibile per chi voglia partecipare a raduni ed altri eventi automobilistici, con la voglia di distinguersi e di richiamare l’attenzione.

Offerta da un proprietario italiano, la vettura in esame potrebbe spuntare un prezzo di aggiudicazione molto alto. Le stime della vigilia ballano infatti da 200 mila a 300 mila euro. A fare la differenza non è la nobiltà della base, ma l’esclusività della proposta, che aggiungerà interesse verso il lotto. Difficile prevedere fino a che livello si spingeranno i rilanci. Presto lo scopriremo, nell’asta di Gooding Christie’s a Rétromobile Paris 2026.

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Fonte | Christie’s