Un’Abarth e un’Osella dei tempi romantici, di proprietà di 2 collezionisti giapponesi, sono tornate in Sicilia coi loro custodi, per respirare le atmosfere dei luoghi della Targa Florio, gara dalla forza attrattiva incredibile. Nonostante da lungo tempo questo appuntamento motoristico si disputi con la formula rally, completamente diversa da quella che ne ha affermato il mito, il suo fascino continua ad esercitare un vigoroso richiamo sugli appassionati di tutto il mondo.
Una prova si è avuta ieri, con lo sbarco alle tribune di Floriopoli della coppia di facoltosi appassionati del Sol Levante, che hanno riportato sulle strade della sfida madonita 2 auto protagoniste della storica Targa Florio. È stato un tuffo nel passato, per i protagonisti, per il pubblico presente e per gli stessi luoghi, che hanno ritrovato la loro intonazione dorata: quella dei tempi più romantici.
A rendere possibile la cosa ci ha pensato l’Associazione Culturale Amici della Targa Florio, con il Museo dei Motori e dei Meccanismi della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo. Qui, oggi, si terrà un interessante amarcord, in presenza dei graditissimi ospiti orientali. L’evento dimostra che, quando si vuole, con la giusta struttura mentale e la forza dell’entusiasmo, si possono raggiungere tutti i risultati.
I collezionisti giapponesi, sempre nella giornata di ieri, insieme all’area delle tribune, hanno potuto conoscere altri luoghi simbolo della Targa Florio, come Cerda (e il suo Museo Vincenzo Florio), Collesano (e il suo Museo della Targa Florio), Campofelice di Roccella. È stata un’esperienza immersiva, di grande impatto emotivo.
Hisashi Kunie e Yasuo Akashika hanno portato in Sicilia un paio di auto dense di valore storico e culturale. Da un lato l’Osella PA4 con cui Armando Floridia ed Eugenio Renna (Amphicar) guadagnarono il successo nell’edizione 1976 della mitica sfida madonita. Dall’altro un’Abarth 1000 SP che prese parte alla Targa Florio nel 1969 e 1970. Il ritorno di queste auto a Floripoli, condito da preziosi momenti dinamici ad alta intensità (anche sonora), ha reso indimenticabile la giornata.
L’appuntamento ha confermato la forza di richiamo della memoria connessa alla gara di don Vincenzo Florio, che gode anche in Giappone di un grande seguito di ammiratori, come confermato dai protagonisti della trasferta isolana. Questi ultimi, in alcuni momenti, si sono commossi, a riprova di quanto genuino sia l’amore per la Targa Florio nel mondo. Il nome della corsa madonita brilla ancora a tutte la latitudini e, con gli ingredienti giusti, può aiutare a creare momenti entusiasmanti, anche ai nostri giorni. Basta solo volerlo.
