Una Maserati MC12 stradale del 2005 viene proposta alla tentazione dei potenziali acquirenti, per la gioia dei collezionisti in cerca di questa affascinante e rara supercar, in grado di impreziosire qualsiasi raccolta. La sessione di shopping si chiuderà il 16 luglio 2026.
Ad occuparsi della procedura di vendita sono gli specialisti di RM Sotheby’s. Il valore di stima viene fornito su richiesta. Sicuramente va oltre il perimetro finanziario dei comuni mortali, cui non resta che sognare.
L’auto messa in catalogo è quella con telaio numero 17558. Si tratta dell’esemplare numero 41 della specie: uno degli ultimi ad essere stati prodotti. Ha percorso soltanto 2.024 chilometri. Questa è una delle sportive più iconiche di sempre. Incarna al meglio lo stile e le prestazioni italiane del suo periodo storico.
Rimasta di proprietà del suo primo proprietario per quasi 20 anni, la Maserati MC12 di cui ci stiamo occupando è stata sottoposta all’ultimo tagliando annuale nel 2025, mentre nel 2026 è stata sostituita la frizione. Assegnata a un collezionista VIP dell’Asia, fu curiosamente consegnata da nuova tramite Maserati Francia, per essere spedita immediatamente a Hong Kong. Attualmente si trova in Germania, in cerca di un nuovo compagno d’avventura.

La livrea è la più rituale per il modello e corrisponde a quella del lancio. Abbina il bianco e il blu, in una felice connessione cromatica, che non stanca mai. Questi colori valorizzano al meglio l’aspetto, conferendo note di eleganza al suo look sportivo, da prototipo da pista. Non sono nuance scelte a caso, ma si legano a quelle della Birdcage Type 61, nella sua veste più nota e iconica. Così il fascino attuale si connette al tributo storico, con il tipico gusto della scuola italiana.
La supercar modenese, strettamente imparentata con la Ferrari Enzo (di cui è una sorta di sorella minore), fu prodotta per un paio di anni. Con lei il marchio emiliano ritrovò l’orgoglio dei tempi passati, spingendosi in un nuovo segmento di mercato, mai esplorato prima. Questa vettura incarna l’essenza della performance estrema, dell’eccellenza ingegneristica e della visione audace del “tridente“.
A favore della Maserati MC12 gioca il grande prestigio dell’opera, che si combina alla sua rarità, per farne un oggetto molto ambito nelle aste internazionali, dove le sue quotazioni sono cresciute nel tempo, toccando nuovi riferimenti valoriali. Nella vendita in corso non si possono escludere cifre di aggiudicazione più alte di quelle previste dagli addetti ai lavori. Come sempre, molto dipenderà dalla contesa fra i potenziali shopper e dall’intensità della loro febbre per l’esemplare messo in catalogo da RM Sotheby’s.
Cuore pulsante della Maserati MC12 è un motore V12 aspirato da 6.0 litri di cilindrata, ricevuto in dono dalla già citata Ferrari Enzo, anche se in veste leggermente depotenziata. Qui i cavalli a disposizione sono 630 a 7.500 giri al minuto, contro i 660 della cugina del “cavallino rampante”. L’importanza dell’unità propulsiva viene messa in risalto, visivamente, dallo sconfinato cofano posteriore, alla cui estremità campeggia un vistoso alettone a tutta larghezza.

Sul piano estetico, lo specchio di coda è la parte meno riuscita, mentre il frontale e la vista di 3/4 anteriore regalano un autentico godimento agli occhi, che trasmettono istantaneamente la loro gioia all’apparato emotivo, inebriandolo di felici stimoli sensoriali. Indubbiamente il carisma non manca alla Maserati MC12, che riesce a guadagnare la scena con la forza della sua personalità. Anche se strettamente imparentata con la Ferrari Enzo, se ne distingue nettamente a livello stilistico. Non si coglie alcuna connessione (o quasi) fra le due auto.
La supercar del “tridente” ebbe anche una felice carriera agonistica, diventando la grande protagonista della serie FIA GT, negli anni dal 2004 al 2010. In quel periodo storico mise a segno un palmares di altissimo rilievo, guadagnando 14 titoli (e 22 vittorie) tra cui 2 Coppe Costruttori, 5 Campionati Piloti e 6 Campionati a Squadre, oltre a 3 successi nella 24 Ore di SPA.
Come avvenne per la Lancia Delta HF Integrale, anche qui i riflessi delle corse diedero una luce più brillante al modello stradale, che nel caso del “tridente” era più intimamente legato al bolide da gara. Il look da prototipo da gara della sportiva emiliana si spinge oltre il semplice vezzo stilistico ed è il segno di una connessione profonda, di alto valore tecnico, storico e culturale.
Fa un certo effetto l’idea di poter incontrare una vettura come la Maserati MC12 a centro città, nei pressi di un bar o di un’edicola, ma può succedere, per la sua natura di mezzo stradale omologato per la circolazione ordinaria, senza limiti di adattamento alla cornice urbana, al netto dell’apprensione che un mezzo così appariscente, imponente, costoso e dalla pessima visuale può produrre in chi sta al volante.
Questa è una delle opere più affascinanti della casa modenese. Offre contenuti tecnici di alto valore ingegneristico in un quadro estetico coinvolgente. Non si può dire che sia bella nel senso stretto del termine, ma ha fascino da vendere. Di grande suggestione il sound, di matrice inebriante. Si vede che il motore giunge da Maranello.
I 630 cavalli, esercitati su un peso di appena 1.335 chilogrammi, regalano una spinta straordinaria, che ai suoi tempi si elevava quasi a termine di paragone, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3.8 secondi e una velocità massima di oltre 330 km/h. Oggi diverse auto fanno meglio, anche di molto, ma sul piano sensoriale la Maserati MC12 continua a dire la sua, con grande autorevolezza. L’energia giunge al suolo sulle ruote posteriori, tramite un cambio elettroattuato a 6 marce, che ai suoi tempi era allo stato dell’arte.
Eccellente l’handling, degno di un bolide da corsa. Anche il piacere di guida si spinge verso le sfere più alte. Il tutto col valore aggiunto della guida en plein air, resa possibile dal tettuccio rigido asportabile, che ne fa una roadster coi fiocchi. Ora un esemplare della “belva” del “tridente” torna sul mercato. Penso che non faticherà a trovare un nuovo proprietario, pronto a coccolarla e a godersela nel migliore dei modi. Che dire? Beato lui.






Fonte | RM Sotheby’s
