in

La Ferrari Purosangue Verde Dora di Piero Ferrari

Quando si personalizza un modello con richiami alla storia più nobile del marchio, il risultato non può che essere speciale, anche su una Ferrari Purosangue.

Ferrari Purosangue verde
Foto da profilo Facebook Ferrari

Una Ferrari Purosangue speciale è fra le protagoniste del numero 59 di “The Official Ferrari Magazine”. A guadagnare la narrazione nella prestigiosa rivista è l’esemplare in tinta Verde Dora personalizzato da Piero Ferrari insieme agli specialisti del reparto Tailor Made della casa di Maranello.

Il colore è irrituale. Sembra anche misterioso, ma dietro la scelta c’è un riferimento storico, quindi non è il frutto del caso. L’insolita verniciatura, infatti, trae ispirazione da una gran turismo dei tempi romantici: la 400 Superamerica di Enzo Ferrari. Un’auto realizzata oltre mezzo secolo fa. Quella coupé sfoggiava dei tratti particolarmente eleganti. Il rosso non era il colore più adatto per lei, cosa strana per una creatura a 2 posti del “cavallino rampante”.

Sotto il suo cofano anteriore pulsava un motore V12 da 4 litri di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza massima di 340 cavalli a 7000 giri al minuto, per una velocità massima di 265 km/h. I lineamenti della sua carrozzeria accettavano di buon grado il colore Verde Dora, ora “traghettato” da Piero Ferrari sul SUV dell’azienda emiliana, grazie al nuovo concept chiamato “Couture Selection“.

La scelta cromatica non dispiace, perché questo tono di green si adatta bene alla veste estetica della Ferrari Purosangue, una “rossa” (pardon…verde) diversa da tutte le altre. Si tratta della prima vettura a quattro porte e quattro sedili creata dalla casa di Maranello nei suoi 75 anni di storia. Molto raffinati i suoi lineamenti, che la spingono su un altro pianeta rispetto ai SUV di altre firme.

Peccato che porti il simbolo di Francesco Baracca sul cofano: questo spacca gli animi. Altrimenti i commenti sarebbero stati solo molto positivi sul suo conto. Invece, nel giudizio degli appassionati più tradizionalisti, che hanno accompagnato la storia del marchio, contribuendo alla sua gloria, pesa la natura del modello, sconnesso da tutto quello che era stato fatto prima, persino dalle 2+2 di ultima generazione (la FF e la GT4 Lusso, per intenderci).

Certo, non è uno Sport Utility Vehicle convenzionale, ma la Ferrari Purosangue è architettonicamente e filosoficamente diversa rispetto a ciò che aveva indossato il “cavallino rampante” fino ad oggi. Nella tinta scelta da Piero Ferrari, i segni grafici creati da Flavio Manzoni vengono messi nel giusto risalto. Il reparto Tailor Made è intervenuto anche nell’abitacolo, con dettagli specifici, approfonditi nel magazine della casa emiliana. Non cambia, ovviamente, la meccanica, rispetto al modello “standard”.

Questa vettura con motore in posizione centrale-anteriore e cambio al posteriore, vanta una distribuzione dei pesi ottimale, con un 49% dei carichi davanti e un 51% dietro. Il V12 aspirato da 6.5 litri di cilindrata eroga una potenza massima di 725 cavalli a 7750 giri al minuto, scaricati sulle quattro ruote motrici. Il picco di coppia di 716 Nm viene raggiunto a 6250 giri, ma l’80% di essa è già disponibile a 2100 giri al minuto.

Degna di una vettura sportiva la risposta agli input del guidatore. Il quadro prestazionale è di riferimento per la specie, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3.3 secondi e da 0 a 200 km/h in 10.6 secondi. Tocca quota 312 km/h la velocità massima. L’impostazione di guida e il sound inebriante del dodici cilindri danno vita a un’esperienza dinamica degna di una “rossa”.

Molto curato lo studio aerodinamico, che ha prodotto una grande efficienza, in tutte le dimensioni. Tra le soluzioni inedite, la sinergia tra paraurti e codolino anteriore che crea un air curtain, per sigillare aerodinamicamente le ruote, annullando così le turbolenze trasversali. Di grande spessore tecnologico i sistemi di gestione della dinamica del veicolo, che regalano grande sicurezza attiva ed eccellente manovrabilità, senza incidere minimamente sul piacere di conduzione del mezzo. La cosa straordinaria è che si ha l’impressione di aver gestito in modo completamente autonomo le sue danze, anche quando a tirare fuori d’impaccio ci ha pensato l’elettronica. Miracoli che solo dalle parti di Maranello sanno fare.

Sulla Ferrari Purosangue, a dispetto della sua natura irrituale, il pilota riesce a sentirsi in relazione diretta con il telaio, ottenendo una connessione ottimale con le doti dinamiche della vettura. Tanto di cappello ai suoi progettisti, ma anche a Piero Ferrari e agli uomini del reparto Tailor Made della casa di Maranello, per la veste esclusiva data ad un esemplare particolare ed unico della specie.

Foto | Profilo Facebook Ferrari

Lascia un commento