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Stellantis, Fiom: “condizioni inaccettabili”

Il segretario della Fiom, Michele De Palma, fornisce degli aggiornamenti sul rapporto complicato con il gruppo Stellantis.

Stellantis brand

In un’intervista concessa a Il manifesto, il numero uno di Fiom, Michele De Palma ha parlato anche della situazione dei membri del sindacato in Stellantis. Qualche settimana fa pareva ormai sul punto di arrivare la fumata bianca dell’apartheid disposta da Sergio Marchionne nei confronti del gruppo. Dopo un decennio, il periodo di distacco totale veniva dato prossimo a concludersi. E invece, i tavoli separati sul contrato paiono rimanere pure con la parte francese del gruppo nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot Groupe.

Stellantis: il contrasto con Fiom

Fiom Cgil

La questione con Stellantis – ha spiegato De Palma – è della massima semplicità. Ad avviso di Fiom, il mondo che condusse a dividere le strade è ormai acqua passata. Di conseguenza, si sono presentati al tavolo con la compagnia senza nessuna forma di pregiudizio. Non erano chiusi all’idea di stringere un patto, al fine di rilanciare la produzione e l’occupazione. Si pensava a riunificare la trattativa e sottoscrivere un’intesa unitaria, tramite la quale ridurre la forbice normavita e salariale fra il contratto nazionale e il Ccsl (contratto collettivo specifico).

Stando alla versione riferita da De Palma, Stellantis avrebbe, però, messo le mani avanti. Avrebbe posto come pregiudiziale l’accettazione della cosiddetta clausola di responsabilità. Mediante tale formula chiedevano di impegnarsi a non sancire scioperi sui temi inseriti nel documento. In caso di infrazioni, ai sindacati sarebbe toccato versare un indennizzo. Una pretesa che non ha riscosso il parere favorevole.

Stellantis

Quindi, il giornalista ha domandato se, a seguito della svolta del segretario generale della Uilm Palombella, che aveva chiesto a Stellantis di rientrare nel contratto connazionale, non fosse stato meglio puntare sul sodalizio con Fim e Uilm per ottenere un tavolo unitario. In quanto Fiom – ha spiegato De Palma – non hanno l’onere di cercare appoggio altrui. Venivano da differenti piattaforme, ma la scelta di confermare la situazione sarebbe dipesa dalla pregiudiziale imposta dal colosso dei motori.

Chi semina vento, raccoglie tempesta, ha commentato. Quindi, il coordinamento dei delegati dell’associazione ha dato il là alla mobilitazione per proseguire i negoziati sulle relazioni industriali e il recupero del potere d’acquisto dei salari con l’erogazione della “una tantum”.

Fonte: Il Manifesto

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