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Marchionne, ex capo Fiom: “Mi ha sorpreso sentire che…”

In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex capo di Fiom Maurizio Landini ha raccontato il suo rapporto con Sergio Marchionne.

Sergio Marchionne

Il nome di Sergio Marchionne torna al centro del dibattito. Scomparso da oltre quattro anni (era il luglio 2018), il manager italiano canadese è stato protagonista di un focus di Massimo Gramellini, in cui si sono riportate a galla alcune memorie mai scritte dell’allora amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles. Tra i vari aneddoti, uno lo ha portato Maurizio Landini, attuale numero uno del Cgil e fino al 2017 al comando di Fiom. Il sindacalista ha commentato le opinioni che Sergio Marchionne avrebbe espresso sul suo conto.

Landini racconta il suo rapporto con Marchionne e ne dà un’opinione

Sergio Marchionne

Che il ceo parlasse così bene di lui lo ha sorpreso perché, nonostante ci avesse provato, non è mai riuscito ad avere un colloquio a quattrocchi con il dirigente, ha raccontato Landini nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Quindi, ha ricordato il referendum di Mirafiori e Pomigliano d’Arco sugli accordi separati. In realtà, Sergio Marchionne era consapevole di aver perso quei referendum, sia negli stabilimenti sia nel Paese. Aveva ottenuto un consenso di gran lunga inferiore a quanto auspicava. Ciò malgrado le consultazioni fossero condizione dall’aut aut: o dici di sì o perdi il lavoro.

Non a caso, non si azzardò più di tentare la strada dei referendum, per esempio quando mise nero su bianco ai contratti Fiat. E, alla fine, la Fiom conquistò la sentenza della Corte costituzionale, dove si sanciva l’impossibilità di escludere un sindacato dalla fabbrica soltanto perché non sussistevano accordi.

marchionne

Inoltre, Landini ha analizzato il rapporto tra lui e Sergio Marchionne, sottolineando come non avessero nessun astio reciproco. L’unica battaglia era di carattere sindacale, consumata per la salvaguardia dei diritti della forza lavoro. Fu uno scontro esclusivamente di contenuti e di relazioni industriali. Mai subentrò della acredine personale.

Pertanto, gli è dispiaciuto vedere qualcuno asserire ci fosse del suo odio nei confronti di Sergio Marchionne. Non è vero, ha difeso gli interessi del personale rappresentato, così come ha sempre rispettato le decisioni della controparte, pur non approvandole. A suo avviso ha tutelato gli interessi degli azionisti ma meno quelli dell’Italia, pur ampliando il raggio di azione del conglomerato negli Usa.

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