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Termoli gigafactory: fra 10 giorni la partita entrerà nel vivo

Fra 10 giorni si inizierà a fare sul serio per la gigactory Stellantis di Termoli. Nel mentre, Fim-Cisl ha tenuto un incontro importante.

Gigafactory di Termoli 2

Il prossimo 27 giugno potrebbe rappresentare una data spartiacque per il gruppo Stellantis. Sebbene, allo stato attuale, non siano disponibili comunicati ufficiali, quel giorno forse segnerà l’inizio di una nuova pagina importante per lo stabilimento di Termoli. Tra due lunedì magari inizierà quel percorso netto in grado di far diventare la nebulosa gigafactory una realtà concreta ben definita.

Termoli e il contratto Ccsl da rinnovare

Stellantis Termoli

Da mesi le parti sociali esercitano pressioni sul management del conglomerato italo francese per adottare una parziale riconversione del centro produttivo. Appena ricevuto il comunicato che il centro adibito alle batterie di Termoli è stato confermato nell’ambito, è divenuta ancor più forte l’interesse nei confronti della nuova fase.

Martedì 14 giugno si è riunito il coordinamento nazionale Fim-Cisl delle compagnie che applicano il Ccsl in scadenza a fine anno. Al centro dei negoziati la definizione dei temi salariali e normativi che caratterizzano il prossimo rinnovo del Ccsl. Un incontro utile a delineare le richieste sia dal punto normativo sia da quello salariale.

La Fim nazionale coordinerà degli specifici lavori collettivi dedicati a salari, premi di risultato, indennità e maggiorazioni, orari, smart working e così via. Il proposito è di sottoporre la piattaforma approvata alle società che applicano il Ccsl entro il mese di settembre. In tal modo, sarà possibile dare avvio ai negoziati tra i soggetti chiamati in causa a ottobre, con l’intento di prolungare il contratto entro la scadenza naturale e ricevere i miglioramenti legislativi e salariali dal 1° gennaio 2023.

Gigafactory Termoli

Il coordinamento nazionale ha giudicato in termini positivi i risultati riscosso nell’ultimo rinnovo del Ccsl 2019-2022. La correzione verso l’alto del compenso salariale minimo di circa 140 euro mensili (più 8 per cento) è stato superiore al tasso di inflazione rilevato e permesso un’idonea difesa e rivalutazione del potere d’acquisto dei salari.

Inevitabilmente la situazione straordinaria contraddistinta dal notevole incremento dell’inflazione in tutto il mondo comporterà richieste salariali ben più robuste rispetto a quelle presentate negli scorsi rinnovi, fanno sapere i portavoce del sindacato. La proposta messa sul tavolo terrà conto dell’attuale congiuntura economica, poco felice per le famiglie. Che hanno giocoforza bisogna di correggere verso l’alto i compensi per poter arrivare alla fine del mese.