in

Stellantis, Mirafiori nuovo sciopero: “Condizioni insopportabili”

Carrozzeria Mirafiori ha indetto per la giornata odierna, giovedì 9 giugno 2022, un nuovo sciopero per “insopportabili condizioni di lavoro”.

Mirafiori

Oggi, giovedì 9 giugno 2022, è andato in scena uno sciopero, l’ennesimo, presso la Carrozzeria di Mirafiori. Presso gli stabilimenti Stellantis traspira parecchia frustrazione. O almeno così si evince dalle parole di Fiom, il sindacato degli addetti attivi nelle imprese metalmeccaniche che fa capo alla Cgil.

Carrozzerie Mirafiori si ferma ancora: la spiegazione dei sindacati al nuovo fermo degli operatori

Mirafiori

Nella nota diramata agli organi di informazione, la Federazione Impiegati Operai Metallurgici motiva la scelta attribuendo la colpa alle condizioni di lavoro insopportabili per quel che concerne le linee di montaggio. Nonostante i reiterati appelli lanciati ai dirigenti delle fabbriche, non si sono finora ricevute le risposte auspicate. Da qui il forte malessere, manifestato a Mirafiori mediante un ulteriore stop. Il personale incrocia le braccia perché i responsabili non hanno ancora dato sufficienti rassicurazioni a seguito delle domande poste dai movimenti sindacali.

Mirafiori

La richiesta alle parti chiamate in causa è di usare il buon senso. Le persone non scioperano se non ci sono forti motivazioni, spiegano sempre da Fiom Cgil. Per arrivare a una situazione del genere allora non c’erano soluzioni alternative. Dopo aver provato a trovare un compromesso senza riscuotere i consensi sperati adesso si cambia atteggiamento. L’elastico è stato tirato troppo da parte di Stellantis che a questo punto – commentano Gianni Mannori, responsabile di Mirafiori per la Fiom, ed Edi Lazzi, segretario generale della Fiom di Torino – ha il compito di convocare i rappresentanti sindacali e imbastire un dialogo con loro riguardo alle soluzioni da porre in atto.

Andare avanti allo stesso modo è fuori discussione, occorre parlarne a quattr’occhi e confrontarsi per definire dei punti di equilibrio in grado di far fronte alle esigenze di ambo le parti. Da un lato i bisogni sul fronte produttivo meritano di essere ascoltati, ma non bisogna nemmeno porre in secondo piano le necessità delle lavoratrici e dei lavoratori. Almeno fin qui non è arrivata nessuna replica ufficiale dai portavoce del gruppo italo francese, frutto della fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot Groupe. Nell’arco delle prossime ore o dei prossimi giorni finalmente gli attori coinvolti dovrebbero prendere una netta posizione a riguardo.