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Ferrari: una doppietta che può significare tantissimo

L’avvio di stagione della Ferrari visto domenica sul tracciato del Sakhir, in Bahrain, è quanto di meglio si potesse sperare a Maranello

Ferrari F1-75

L’avvio di stagione della Ferrari messo in pratica domenica sul tracciato del Sakhir, in Bahrain, è quanto di meglio si potesse sperare a Maranello. La coppia di piloti che ha preso fra le mani la nuova F1-75 a effetto suolo ha infatti formalizzato una doppietta che risultava fra le ambizioni massime di giornata, ma probabilmente irrealizzabile in prima battuta. Charles Leclerc ha preceduto Carlos Sainz mettendo in pratica un “uno – due” come non se ne vedevano da tempo. Di certo quanto emerso domenica è frutto di un set di condizioni che oltre alla concreta preparazione della giovane coppia del Cavallino Rampante, mette al centro anche le caratteristiche di una monoposto apparsa concreta sin dalla prima apparizione al Montmelò a febbraio.

Non si può di certo dire che quanto visto in Bahrain sia frutto di chissà quale condizione. La Ferrari sembra aver ritrovato la strada giusta da percorrere, lungo un percorso cominciato un paio di anni fa: il Cavallino Rampante in Bahrain ha mostrato di poter tornare ad essere vicino alla perfezione. La F1-75 è apparsa la monoposto da battere grazie ad un equilibrio misurato, una power unit fortemente concreta con i ragazzi dei box che hanno dato vita ad operazioni lineari e prive di sbavature ad ogni sosta. C’è poi una perfetta gestione degli pneumatici, la concentrazione generale mai venuta meno (si pensi ad esempio alla compostezza esercitata dagli uomini in rosso dopo la pole position di Leclerc del sabato). Insomma, il successo di questa Ferrari è il succo che viene fuori da una miscela di ingredienti dosata perfettamente e amalgamata nel migliore dei modi.

Charles Leclerc e Carlos Sainz
Charles Leclerc e Carlos Sainz festeggiano la doppietta Ferrari

Va detto che ha impressionato anche il comportamento di Charles Leclerc nel tenere a bada gli attacchi di Max Verstappen e le strategie del muretto Red Bull. Il monegasco ha reagito sfruttando la testa, ragionando correttamente e tramutando su pista ogni possibilità che aveva per impedire a Verstappen di mirare alla vittoria.

Da questa Ferrari ci si può aspettare tanto

Ora come ora, dire se questa Ferrari è in grado di essere una Ferrari da Mondiale appare prematuro. Ma il semplice fatto che la nuova era di questa Formula 1 si è aperta proprio nel segno Rosso della Ferrari di Maranello pare un biglietto da visita di fondamentale importanza. È un po’ come se l’attesa abbia fatto la sua parte e ora è il tempo di cominciare a raccogliere quanto di buono c’è a disposizione.

Charles Leclerc
Charles Leclerc

Va poi citato il destino delle cose che vede nelle doppiette di casa Ferrari in apertura di Campionato un fatto quasi mistico, utile a valutare l’andazzo dell’intera stagione iridata. È stato esattamente così per buona parte degli Anni Cinquanta, ovvero a cominciare dal 1951 la doppietta di Monza di Ascari e Gonzalez. Ma casi analoghi si riscontrano praticamente in ogni decennio. È un buon segnale anche questo? Probabilmente si, ma è anche meglio non discuterne troppo: non si sa mai.

La Ferrari sembra essere tornata ad essere se stessa, stavolta davvero. La dimostrazione proviene anche da chi adotta la sua stessa power unit: 5 monoposto con PU Ferrari sono finite nelle prime dieci posizioni del lotto. Ora bisognerà proseguire su una via appena tracciata perché non è detto che questa F1-75 possa adattarsi ad ogni tracciato, ma che possa fare bene quasi ovunque questo si. I 44 punti raccolti utili a cementare la prima posizione nel Mondiale Costruttori rappresentano una configurazione eccelsa per un avvio di stagione atteso e sperato da chiunque. La stagione è ancora particolarmente lunga, ma le prerogative sono state immediate e si ha la seria impressione che a Maranello ci sia la volontà di proseguire lungo una direttrice capace di regalarci emozioni forti.

Carlos Sainz
Carlos Sainz