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Le Alfa Romeo in scala più care e affascinanti di sempre

Sono dei capolavori da esporre in salotto o in garage, magari accanto alla vettura reale.

Alfa Romeo 8C 2900
Foto da profilo Facebook Amalgam Collection

Quando si parla di Alfa Romeo degli anni romantici, viene da togliersi il cappello. Come faceva Henry Ford alla vista di un’auto del “biscione”. Oggi i modelli più prestigiosi di quel periodo storico sono inaccessibili. Le loro quotazioni, infatti, li riservano a una ristretta cerchia di potenziali acquirenti, dalle finanze davvero allegre.

L’alternativa sono delle riproduzioni in formato ridotto. Anche queste, però, possono risultare proibitive per i comuni mortali, specie se si punta al top. Le proposte di Amalgam Collection sono lo stato dell’arte in questo ambito: la loro perfezione fa confondere, in foto, le auto reali con i modelli in scala, tanta è la loro precisione.

Oggi abbiamo scelto due Alfa Romeo importanti offerte in scala 1:8 dal prestigioso atelier inglese: la 8C 2300 e la 8C 2900 B Spider Corsa. Entrambe sono state dei bolidi da gara vincenti. Per portare a casa una di queste repliche occorre spendere una cifra che, al momento in cui scriviamo, si avvicina a quota 16 mila euro. Un prezzo fuori dalla portata di chi vive con magre entrate mensili, ma che riflette la finezza del dettaglio e la grande qualità esecutiva delle due opere, perfettamente degne della tradizione Almalgam Collection.

Il marchio d’oltremanica stupisce da sempre gli appassionati con l’eccellenza delle sue proposte. Qualche giorno fa ci eravamo occupati del modello in scala, nello stesso formato, della Ferrari 812 Competizione, mettendo in risalto la sua costruzione esemplare. Oggi è il turno di una coppia di Alfa Romeo degli anni ’30 che hanno scritto pagine memorabili dell’automobilismo da corsa.

Solo pochi fortunati, però, potranno accarezzare l’idea di portarne una a casa, non solo per la tiratura limitata, ma anche per la portata della spesa richiesta per assicurarsi un gioiello in scala del genere. A volte resta un sogno non solo la vettura reale, ma anche la sua riproduzione, come in questo caso. Scopriamo più nel dettaglio le due proposte del “biscione” plasmate dagli artigiani di Amalgam Collection.

Alfa Romeo 8C 2300 che vinse il GP di Monaco con Nuvolari

Alfa Romeo 8C 2300
Foto da profilo Facebook Amalgam Collection

Questo modello in scala 1:8, firmato Amalgam Collection, rende omaggio ad una delle auto da corsa più belle dei primi anni ’30. Il prezzo è per pochi eletti: quasi 16 mila euro al momento in cui scriviamo, ma è il riflesso di un’eccellenza assoluta sul piano costruttivo. Si tratta di un’opera in serie limitata di 199 esemplari destinata a fare la gioia di altrettanti clienti. Qualcuno di loro, probabilmente, avrà anche il modello originale in garage.

La vettura che riproduce è conosciuta anche come “Monza“. Questo soprannome fu dato alle 8C Gran Prix accorciate, dopo il successo di un modello della specie al Gran Premio d’Italia del 1931. L’esemplare in scala proposto dall’atelier inglese è quello con numero 28, portato al successo dal mitico Tazio Nuvolari al GP di Monaco del 1932, in una stagione memorabile per la casa del “biscione”.

L’Alfa Romeo 2300 8C appartiene a una famiglia di auto sportive prodotte negli stabilimenti del Portello dal 1931 al 1938. Si tratta, appunto, delle 8C. Questo codice sta ad indicare la presenza, sotto il cofano, di un motore ad 8 cilindri che, nella versione iniziale, aveva una cilindrata di 2300 centimetri cubi. Ecco il perché della sigla. A portare al debutto il modello in gara ci pensò il già citato Tazio Nuvolari, alla Mille Miglia del 1931. Il primo successo giunse, sempre col “mantovano volante”, alla Targa Florio dello stesso anno.

Nel 1932 la potenza dell’auto subì un significativo incremento, passando a 165 cavalli dai 142 iniziali. Con l’Alfa Romeo 2300 8C, Tazio Nuvolari guadagnò il successo al GP di Monaco di quell’anno. All’esemplare portato alla gloria dal pilota lombardo sulle strade di Monte Carlo è dedicata la replica in scala 1:8 di Amalgam Collection. Per dovere di cronaca ricordiamo che nel 1932 furono tante le vittorie conseguite dal modello. Una scia di successi che fece bene alla reputazione, già ottima, del marchio del “biscione”.

Alfa Romeo 8C 2900 B Spider Corsa che vinse la Mille Miglia

Alfa Romeo 8C 2900
Foto da profilo Facebook Amalgam Collection

Meravigliosa questa replica in scala 1:8 dell’Alfa Romeo 8C 2900 B Spider Corsa, vincitrice della Mille Miglia del 1938. La vettura, nella sua versione in dimensioni reali, porta la firma del leggendario Vittorio Jano, che Enzo Ferrari condusse alla casa del “biscione”. La spinta è affidata a un motore ad 8 cilindri in linea da 2.9 litri di cilindrata, in grado di sprigionare una potenza massima di 225 cavalli. Si tratta di un valore energetico rilevante, reso possibile dalla presenza di due compressori.

Il modello prese forma in quaranta esemplari, quattro dei quali nella veste proposta da Amalgam Collection. Il merito dello stile del veicolo riprodotto (telaio 412031) è ascrivibile all’estro creativo della Carrozzeria Touring, che ha plasmato la materia con virtuose alchimie espressive, votate alle sinuosità. Questa vettura, col numero di gara 143, si impose alla “Freccia Rossa” con Clemente Biondetti al volante.

Il pilota sardo coprì i 1600 chilometri di percorso da Brescia a Roma e ritorno in 11 ore, 58 minuti e 29 secondi, alla velocità media di 135,391 km/h: il nuovo primato della gara. Nella circostanza si giovò di uno step evolutivo del motore, potenziato a 295 cavalli a 5500 giri al minuto, che agevolò l’impresa. L’esemplare in questione risale alla fase finale della carriera della 8C, una stirpe la cui produzione andò avanti dal 1931 al 1938. Nella lettera B c’è l’illustrazione dell’aggiornamento eseguito dai tecnici rispetto alla precedente versione A.

Il suffisso Mille Miglia, spesso associato a questa vettura, è un tributo alla storica gara bresciana che era destinata ad affrontare e che vinse nell’anno del suo esordio. L’Alfa Romeo 8C 2900 B Spider Corsa sposava la filosofia Superleggera, frutto di un brevetto del 1936 dell’atelier Touring. Si trattava di un metodo di costruzione con carrozzeria in pannelli di alluminio sostenuti da una snella trama in acciaio saldata al telaio. Come già scritto, la potenza del motore di 2900 centimetri cubi era pari, nella versione di partenza, a 225 cavalli, erogati a 5200 giri al minuto. Il modello di Amalgam sembra quasi evocarne le melodie. Costa, al momento in cui scriviamo, quasi 16 mila euro.

Fonte | Amalgam Collection

Foto | Profilo Facebook Amalgam Collection