in

Stellantis Melfi e Cassino: meno soldi ai lavoratori, indotto in crisi

La situazione di Stellantis in Italia è preoccupante e si rischia di perdere posti di lavoro anche a Melfi e Cassino.

Stellantis

Continuano le problematiche degli stabilimenti italiani del colosso dell’Automotive nato dalla funzione tra PSA ed FCA. Non c’è pace per gli stabilimenti italiani. Non è certo il miglior periodo quello che stanno attraversando le fabbriche negli ultimi due anni. Prima la pandemia, poi la carenza dei microchip, poi la guerra in Ucraina.

A Melfi tutto sembrava volgere per il meglio, con il progetto già ufficializzato di aumentare i turni di lavoro. Ma da settimane tutto è ripiombato nel caos, con stabilimento chiuso e con una riduzione futura delle attività.

Ed a Cassino si parla di problematiche pesanti per l’indotto. Anche se non mancano alcune cose positive.

Stellantis Melfi, ecco cosa sta accadendo per i lavoratori

stellantis melfi

Stellantis riduce i turni a Melfi e taglia gli stipendi degli operai , è ciò che riporta il Fatto Quotidiano. La motivazione secondo loro è la guerra in Ucraina. Il fatto è che da ieri si è avuta notizia che a margine di un incontro tra azienda e sindacati, è stato definito dal prossimo 4 aprile un cambio drastico dei turni.

Si doveva passare da 17 a 20 turni e invece adesso si torna a 15. Questo come detto dal 4 aprile prossimo. E gli esuberi di cui anche noi di Club Alfa parlavamo ieri, cioè di 1.500 operai in più a giorno per via del taglio di questi turni, è allarmante. Ciò che si farà a Melfi è un ritorno al contratto di solidarietà. E le nuove norme sul contratto di solidarietà riguardano proprio questo spaccato, perché come si sa esso prevede la riduzione massima dell’80%.

La crisi dei microchip continua per Stellantis

La crisi dei microchip non è strettamente collegata alla guerra tra Russia ed Ucraina. Ma fatto sta che il conflitto rende improponibile la salita produttiva che Stellantis aveva in mente di adottare per il suo stabilimento lucano in località San Nicola di Melfi.

Niente salita produttiva quindi, ma anche una seria preoccupazione dei sindacati che riguarda la scadenza degli ammortizzatori sociali dal prossimo mese di luglio. Al momento nessuna novità al riguardo, con il rischio per i lavoratori che rimangano senza paracadute.

Anche il governo deve intervenire

Da qui l’auspicio dei sindacati affinché il Governo intervenga per sostenere gli operai che di colpo si trovano dinnanzi a due eventi drammatici. E tutti e due collegati a situazioni reddituali. Infatti da un lato si riducono turni, ore di lavoro e si utilizzano ammortizzatori. Tutte cose che riducono nettamente il potere di acquisto dei lavoratori. Dall’altro però aumenta il costo della vita, con i carburanti e le bollette che sortiscono lo stesso effetto sul potere di acquisto dei salari.

Il calo a Melfi è evidente e non parte da oggi. Parliamo di produzione naturalmente. Basta pensare che nel 2015, sempre secondo il Fatto Quotidiano, a Melfi uscirono 390.000 nuove auto. Nel corso del 2021 sono state “solo” 163.646. Soprattutto negli ultimi anni la crisi è stata notevole. Prima è per la pandemia, poi per la crisi dei microchip che anche per Stellantis è stata gravissima.

A Cassino ancora peggio, anche se ci sono notizie che fanno ben sperare

A Cassino la fabbrica di Stellantis vive una fase di grave crisi. La carenza di nuove auto da produrre con la fine del ciclo delle ultime Alfa Romeo (prima la Giulietta, poi Giulia e Stelvio), minano le attività dello stabilimento laziale di Cassino. Ed a pagare del conseguenze maggiori sembra essere l’indotto. Tanto è vero che si è reso necessario l’intervento  del Governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Le piccole e medie imprese dell’indotto di Cassino (ma vale per tutti gli indotti delle altre fabbriche italiane di Stellantis), soffrono. Si tratta di piccole realtà aziendali che vivono pressoché tutte sulle esclusive commesse di Stellantis. Se si fermano le fabbriche di Stellantis, evidente che si fermano pure le piccole imprese dell’indotto. Che tra le altre cose non hanno nemmeno la copertura degli ammortizzatori come li ha la casa madre. O almeno, non le hanno sempre. Senza considerare poi i lavoratori in somministrazione. Lavoratori precari a 360 gradi a cui il contratto non viene rinnovato senza batter ciglio.

Secondo il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, i motivi per stare sereni per Cassino non mancano. Certo le notizie internazionali minano la tranquillità, ma ci sono novità importanti per il polo produttivo di Cassino.

Secondo Nicola Zingaretti la Regione ha un filo diretto con l’azienda.La Regione è pronta a dare una mano, anzi, ha già in serbo dotazioni adatte a spingere la salvaguardia dei livelli occupazionali di Cassino Plant. La Regione, secondo il Presidente Zingaretti, spinge per far diventare l’area dello stabilimento, già di suo iper tecnologico e avanzatissimo come struttura, “un habitat naturale dell’Automotive”.

Zingaretti ha confermato che per Cassino la Regione ha già aperto un consorzio industriale che ha tra i tanti progetti, un piano sulle infrastrutture, per poter utilizzare, quando sarà il momento, i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).Secondo Zingaretti quindi, la fase di espansione delle aziende della Ciociaria è in atto. La speranza è che questo basti per gli operai di Stellantis che restano preoccupati.