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Ferrari 640 F1: all’asta la monoposto di Nigel Mansell

L’evento si terrà il 14 maggio 2022 a Monte Carlo

Ferrari 640 F1 Nigel Mansell asta

Il 14 maggio 2022, a Monte Carlo (Monaco), RM Sotheby’s terrà un’asta in cui proporrà anche una Ferrari 640 F1 del 1989 proveniente direttamente dalla collezione di Nigel Mansell, ex pilota automobilistico britannico.

Purtroppo, la nota casa d’aste non ha fornito ancora una descrizione completa della storia di questa monoposto. Tuttavia, la 640 F1 è stata costruita dalla Scuderia Ferrari per partecipare al campionato mondiale di F1 del 1989. Progettata da John Barnard, fu la prima vettura F1 ad utilizzare un cambio semiautomatico sequenziale.

Ferrari 640 F1 Nigel Mansell asta
Ferrari 640 F1 di Nigel Mansell

Ferrari 640 F1: RM Sotheby’s proporrà all’asta la monoposto guidata da Nigel Mansell

Con alla guida Mansell e Gerhard Berger, vinse tre gare e rilanciò la casa automobilistica italiana ai vertici della massima competizione automobilistica. In seguito al dominio incontrastato della McLaren nella seconda metà del 1988, a Maranello si decise di implementare un intenso programma di sviluppo per una nuova monoposto da portare in pista per la stagione successiva.

Per questo, la Scuderia Ferrari ingaggiò John Barnard che negli anni precedenti aveva firmato diverse monoposto di successo proprio per la McLaren. Sotto la sua direzione, vennero costruiti due esemplari del prototipo 639. Quest’ultimo venne utilizzato come incubatore per diverse novità a livello tecnico, fra cui il cambio semiautomatico a 7 marce che fu una novità assoluta in Formula 1.

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Barnard credeva molto in questa soluzione e quindi progettò l’abitacolo senza lo spazio per un eventuale ritorno alla tradizionale leva manuale. Un medesimo grande sforzo venne effettuato anche durante lo sviluppo del motore. Ferrari scelse di puntare sul V12 con cinque valvole per cilindro (tre di aspirazione e due di scarico) e un basamento in ghisa.

La potenza complessiva erogata da questo powertrain era di circa 600 CV a 12.000 g/min. Tuttavia, il motore subì alcune evoluzioni in tutta la stagione, passando da 615 CV circa a fino a quasi 660 CV a circa 13.000 g/min al termine della stagione.

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Il collaudo del cambio semiautomatico fu lungo e difficile e la scarsa affidabilità e la complessità rischiarono di rallentare lo sviluppo dei motori. Per evitare un rallentamento, i tecnici di Ferrari recuperarono una monoposto del 1987, l’adattarono al motore V12 e montarono un cambio tradizionale. In questo modo, i tecnici poterono continuare a lavorare sullo sviluppo del powertrain.

Da tutto questo sviluppo nacque la Ferrari 640 F1 equipaggiata con V12 e cambio semiautomatico. Rispetto alla 639, vene affilata ulteriormente l’aerodinamica, riposizionati i radiatori all’interno delle pance, modificati i serbatoi laterali, ribassati il telaio e la posizione di guida e aggiornato il cruscotto.

Con Mansell e Gherard Berger, la 640 F1 si rivelò veloce ma poco affidabile. Al debutto in Brasile, Nigel Mansell riuscì a vincere la gara battendo la McLaren. Altre due vittorie furono conquistate in Ungheria e Portogallo.