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Stellantis, Ghosn: “L’unica a trarre vantaggio dal mio arresto”

A detta di Carlos Ghosn, Stellantis, nato dalla fusione tra FCA e PSA, sarebbe stato l’unica realtà ad aver tratto vantaggio dal suo arresto.

Carlos Ghosn

Tutto d’un colpo il caso Ghosn è diventato più complicato e tra gli argomenti all’ordine del giorno finisce pure Stellantis. L’ex numero uno di Nissan e Renault, accusato in Giappone di frode e fuggito in modalità rocambolesche verso il Libano, ha assistito a debita distanza alla sostanziale assoluzione di Grace Kelly, direttore Nissan nel periodo incriminato. Quest’ultimo ha ricevuto una condanna di 6 mesi, subito “sospesa” tant’è che è potuto rientrare negli USA dopo ben tre anni di processo. Degli otto anni di servizio sui quali ha avuto luogo la battaglia legale, solamente uno ha prodotto prove di colpevolezza. Così Kelly ha inoltrato appello, rappresentato da una squadra di avvocati pronti a rivendicarne l’assoluta innocenza.

Ghosn parla delle trattative saltate con Stellantis

Carlos Ghosn

Sulla base del verdetto emanato, nell’occhio del ciclone era finito Carlos Ghosn, sicché Kelly se l’è cavata con meno danni del previsto. Dal canto suo, il fuggitivo ha ripetuto ulteriormente la propria innocenza e si è inoltre lanciato in considerazioni sull’industria dell’automotive inerenti all’intero processo. Secondo quanto riporta Automotive News, Ghosn sostiene solo Stellantis ha tratto vantaggio dalle sue traversie.

Carlos Ghosn

La lotta – ha commentato – è ben lungi dall’essere conclusa. Crede sia folle accettare lavori in Giappone, poiché sussisterebbe un sistema giudiziario fatto di ostaggi. A seconda della nazionalità degli imputati – ha proseguito – cambia lo standard. Nella disputa tra due Case francesi, pensa sia evidente chi abbia vinto e chi perso, e per quale motivo. A suo avviso, il processo avrebbe tarpato le ali all’alleanza tra Renault, Nissan e Mitsubishi. Uno scenario ideale, nella prospettiva di PSA, per progredire e finalizzare l’accordo con Fiat Chrysler.

Ghosn ha poi ricordato che, prima del suo arresto nel Paese asiatico, erano state condotte delle trattative per una partnership tra FCA e Renault. I piani andarono a monte una volta intervenute le Forze dell’Ordine. Adesso l’ex manager della Losanga non si sposterà: troppo alto il rischio di essere ancora arrestato e di finire in Giappone, dove, stando alle sue dichiarazioni, lo attenderebbe una condanna a morte.

 

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